Virus-spia militare nei telefoni di giornalisti, attivisti e dirigenti d’azienda

Virus-spia militare nei telefoni di giornalisti, attivisti e dirigenti d’azienda

Luglio 18, 2021 - 18:52
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Uno spyware concesso per uso militare da un’azienda israeliana è stato trovato nei telefoni di giornalisti, attivisti per i diritti umani e dirigenti aziendali in tutto il mondo. 37 i dispositivi in cui sarebbe stata certificata la presenza, ma i numeri potrebbero essere molto più alti.

Un software-spia di tipo militare, concesso in licenza da un’azienda israeliana a governi con lo scopo di rintracciare terroristi e criminali, sarebbe stato utilizzato per “hackerare” in tutto il mondo gli smartphone di giornalisti, attivisti per i diritti umani, dirigenti d’azienda: a riportare della vicenda è il Washington Post, che scrive che fra le persone prese di mira vi sarebbero anche due donne vicine al giornalista dissidente saudita Jamal Khashoggi (assassinato nel consolato saudita ad Istanbul nel 2017 su mandato del principe ereditario Mohammad bin Salman).

I telefonini presi di mira sono comparsi su una lista di più di 50’000 numeri di telefono, concentrati in paesi noti per impegnarsi nella sorveglianza dei loro cittadini e per essere cliente della società israeliana che ha prodotto lo spyware, la NSO Group, uno dei leader mondiali del settore. Non è noto quanti telefonini siano stati effettivamente sorvegliati, spiega il giornale, ma l'analisi forense di 37 smartphone mostra che molti mostrano una stretta correlazione tra gli indicatori di tempo associati a un numero sulla lista e l'inizio della sorveglianza, in alcuni casi breve come pochi secondi. Forbidden Stories, un'organizzazione no-profit di giornalismo con sede a Parigi e Amnesty International hanno potuto accedere alla lista e l'hanno condivisa con diverse organizzazioni giornalistiche che hanno condotto l’indagine, denominata Progetto Pegasus. I giornalisti sono stati in grado di identificare più di 1’000 persone in 50 Paesi presenti in questa lista, che indicava solo il numero di telefono fra di essi figurano diversi membri della famiglia reale araba, almeno 65 dirigenti d'azienda, 85 attivisti dei diritti umani, 189 giornalisti (fra cui alcuni di CNN, Associated Press, Voice of America, il New York Times, il Wall Street Journal, Bloomberg News, Le Monde in Francia, il Financial Times e Al Jazeerae), nonché più di 600 politici e funzionari di governo. Non però ancora chiaro quanti di questi siano stati effettivamente presi di mira attraverso questo dispositivo. Il Security Lab di Amnesty ha potuto esaminare 67 smartphone in cui si sospettavano attacchi: di questi, 23 sono stati infettati con successo e 14 hanno mostrato segni di tentativi di penetrazione. In molti casi non è stato possibili condurre l’analisi dei telefoni, perché nel frattempo sostituiti o per impossibilità tecniche (ad esempio, nei telefoni Android non si riuscirebbe più a risalire alla presenza del virus-spia).

L’azienda NSO in due repliche sempre riportate dal Washington Post ha definito i risultati dell'indagine esagerati e infondati e ha precisato che non gestisce direttamente lo spyware concesso in licenza ai suoi clienti e "non ha alcuna visione" delle loro specifiche attività di intelligence. Fra i suoi clienti, ha precisato l’azienda, vi sono 60 agenzie di intelligence, militari e di polizia in 40 paesi.