Verso l'inverno e le chiusure

Verso l'inverno e le chiusure

Ottobre 20, 2020 - 11:50
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Mentre si avvicina l’inverno, la seconda ondata di coronavirus si fa sentire sempre di più. Per ora, in realtà, soprattutto per quanto riguarda i casi di contagio confermati, dato che morti e ospedalizzati sono per ora lontani dai numeri che abbiamo visto la scorsa primavera, anche se in aumento.

Domenica la Confederazione ha deciso di obbligare all’uso della mascherina negli spazi chiusi, sostanzialmente riproponendo quanto già la maggioranza dei Cantoni aveva fatto, nonostante la “pomposità” della conferenza stampa domenicale, come abbiamo osservato in “Schegge” (vedi qui).

Fatto sta che in Svizzera e nei Paesi crescono i contagi e con essi il timore che si ritorni ad un nuovo lockdown. Un’ipotesi che viene considerata come “ultima ratio” dalle autorità, giudicata come “impossibile” da alcuni, soprattutto dagli ambienti economici. In vista di un possibile nuovo lockdown torna di stretta attualità la “diatriba” sul “modello svedese”, che non prevede obblighi di chiusura e mascherine, che è stato spesso criticato, forse a torto, come spiegavamo in Ultima parola (vedi qui). Nella vicina Lombardia (una delle Regini che ha avuto più morti rispetto alla popolazione per il covid, come il Ticino), di “modelli svedesi” non sembrano essercene all’orizzonte. Anzi, la regione ha chiesto la possibilità di istituire un coprifuoco e di chiudere la grande distribuzione nei fine settimana…