Vergogna italica? Bonus covid ai parlamentari, ma grazie ai decreti di Conte

Vergogna italica? Bonus covid ai parlamentari, ma grazie ai decreti di Conte

Agosto 10, 2020 - 16:37
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È polemica in Italia per i parlamentari “furbetti” del bonus di 600 euro. Il vero problema è che stando al decreto è tutto legale: i parlamentari ne avevano, legalmente, diritto.

In Italia è polemica per una manciata di parlamentari che avrebbero incassato il bonus di 600 euro destinato alle partite IVA .

A portare alla luce la vicenda è stata “Repubblica”, che riferisce che cinque deputati, tre leghisti, un grillino e uno di Italia Viva (il partito di Matteo Renzi), avrebbero fatto richiesta per ricevere tale bonus. Tre sarebbero quelli che l’hanno effettivamente ricevuto (due leghisti e un grillino), secondo quanto riferisce il quotidiano sul suo sito.

La segnalazione riportata da Repubblica giunge direttamente dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell'Inps, che ovviamente non fa i nomi dei deputati e ha dato origine, sul web, e poi con al seguito la politica, una vasta indignazione. Il presidente della Camera, il 5 Stelle Roberto Fico, ha scritto sui social che “è una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché, in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre”.

"Che un parlamentare chieda i 600 euro destinati alle partite Iva in difficoltà è una vergogna. Che un decreto del governo lo permetta è una vergogna”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, chiedendo l’immediata sospensione dei parlamentari coinvolti. "Posso dire che è una vera vergogna?”, si chiede il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti.

Ettore Rosato, coordinatore di Italia Viva, smentisce che uno dei suoi parlamentari abbia percepito il bonus e invita “formalmente Inps che ha diffuso questa informazione a smentire la notizia del nostro coinvolgimento o a rendere pubblici i nomi”.

Indignazione unanime e comprensibile dunque dalla classe politica italiana, ma che presenta un vistoso limite. In quanto fatto dai parlamentari che hanno chiesto e alcuni ricevuto il bonus per partite IVA, seppur politicamente certamente inopportuno, non vi è nulla di illegale. Stando al decreto varato dal Governo Conte, voluto per dare un sostegno a questa categoria lavorativa, non vi era (perlomeno inizialmente), alcun limite a chi poteva ricevere i 600 euro di bonus. Tanto che, per ottenere il bonus, a marzo e ad aprile, era sufficiente mandare all’Inps una mail con il proprio numero di partita IVA. Non c’erano limiti di reddito o fatturato, solo la precondizione di non ricevere nel mentre altri tipi di sussidio (reddito di cittadinanza, disoccupazione, … ). Solo a maggio è stata introdotta la necessità di dimostrare un calo del fatturato del 33% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Dunque, se sicuramente parlamentari che percepiscono 12’000 euro al mese vanno criticati per chiedere un sussidio di 600 euro, sorprende che nessuno abbia criticato un decreto che non poneva nessun paletto. Per ora nessuna critica o "mea culpa" dal Governo che lo ha varato.