Una nuova ondata del virus, senza lockdown. Una nuova donna in Consiglio di Stato. Una nuova rivendicazione per la sinistra.

Una nuova ondata del virus, senza lockdown. Una nuova donna in Consiglio di Stato. Una nuova rivendicazione per la sinistra.

Maggio 04, 2020 - 07:39
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Rileggendo la settimana che si è appena conclusa, ci siamo chinati sulle tre cose nuove che trovate nel titolo di questo articolo: “Una nuova ondata del virus, senza lockdown. Una nuova donna in Consiglio di Stato. Una nuova rivendicazione per la sinistra”. La prima è una necessità economica e sociale. La seconda è Laura Riget. La terza è in ritardo.

 

Fase due e nuova ondata di contagi: alternative alla chiusura cercansi.

La cosiddetta fase due è ormai entrata nel vivo, grazie alla riapertura di molte attività e ai preparativi per il ritorno sui banchi di scuola e ai tavoli dei ristoranti. In molti, però, sembra abbiano calato l’attenzione. Forse è comprensibile, visto che le misure restrittive ci colpiscono ormai da settimane. Non per forza, però, è giustificabile. Sicuramente non lo è sui cantieri commissionati dall’ente pubblico, come accaduto a Giubiasco (vedi qui la nostra rubrica WOW – Immagini che parlano).

Anche cercando di rispettare tutte le norme igieniche accresciute e la distanza sociale, la fase due implica inevitabilmente dei rischi. Non è però ipotizzabile rimanere in lockdown permanente, perché il costo economico sarebbe altissimo. Il tema non è facile da affrontare, in quanto si rischia di passare per cinici, come forse è successo all’imprenditore egiziano Samih Sawiris (noto per i suoi investimenti nelle strutture turistiche ad Andermatt). Nella rubrica Boomerang – Repeat and Recycle ci siamo chiesti se “davvero siamo disposti a sopportare qualsiasi costo causato da lockdown” (vedi qui).

Oggi, una delle priorità politiche e del mondo economico dovrebbe essere la ricerca di un’alternativa al lockdown, per evitare che fra qualche mese si debba ancora una volta chiudere tutto. Il telelavoro potrebbe essere uno degli elementi importanti, per permettere di mantenere vive alcune attività, anche nel caso di una seconda ondata di COVID-19 o di un’altra pandemia (oltre che per ridurre il traffico sulle strade). L’emergenza del coronavirus, però, ha trovato molte aziende impreparate. Del resto, una simile accelerazione del processo di digitalizzazione della società e del lavoro era difficilmente prevedibile. Per capire a che punto siamo, abbiamo intervistato Alessandro Trivilini, docente del Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI (vedi qui).

Tanto per affrontare la fase due nel miglior modo possibile, quanto per preparare la gestione di eventuali nuove emergenze, è necessario approfondire i dati che (non) abbiamo a disposizione. Anche la comunicazione delle autorità potrebbe essere più trasparente. Ad esempio, le scuole e i ristoranti riapriranno perché non c’è più rischio di contagio? Oppure perché il conto del lockdown comincia a diventare troppo salato? O invece per una strategia di immunità di gregge? Senza una comunicazione chiara e con un utilizzo discutibile dei dati statistici, il pericolo è di costruire una “comunità della paura”. Il tema è stato approfondito da Filippo Contarini, sulla sua rubrica Malleus Maleficarum (vedi qui).

 

Laura Riget futura Consigliera di Stato?

Nella rubrica Ultima Parola (vedi qui) abbiamo recentemente pubblicato uno di quegli articoli che caratterizzano Ticinotoday. Si tratta di una radiografia del Partito Socialista - ringiovanito dalla carica dei trentenni – per il quale si è ipotizzato lo sviluppo del prossimo futuro. Per farlo è stato creato un parallelismo con il passato, guardando alle analogie con il PS di Anna Biscossa. Che Laura Riget, Fabrizio Sirica, Evaristo Roncelli, Carlo Zoppo e Martina Malacrida possano andare lontano, ce lo potrà dire soltanto il tempo.

 

Senza primo maggio la sinistra perde la parola?

A causa dell’emergenza COVID-19, lo scorso primo maggio non si sono tenute manifestazioni. Per la particolare occasione abbiamo intervistato Graziano Pestoni, presidente dell’Unione Sindacale Svizzera – Ticino e Moesa (vedi qui). Senza manifestazione per la festa dei lavoratori, però, la sinistra sembrerebbe aver perso la parola. Possibile che nessuno abbiamo avuto da dire sulla nomina di Renato Bernasconi alla SUPSI? Ce lo siamo chiesti nella rubrica Schegge (vedi qui). Al momento, sembra che solo il leghista Massimiliano Robbiani abbia sollevato degli interrogativi sul futuro direttore amministrativo della SUPSI. Lo abbiamo intervistato (vedi qui).

 

Buon inizio di settimana.

TM