Tra lockdown e rapporti pubblico-privato nella sanità, ricordiamoci di chi ha bisogno e facciamo autocritica

Tra lockdown e rapporti pubblico-privato nella sanità, ricordiamoci di chi ha bisogno e facciamo autocritica

Aprile 19, 2020 - 22:18
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Mea culpa

In questo appuntamento settimanale di Top of the Week, prima di entrare nel vivo dei migliori articoli che vi abbiamo proposto questa settimana, ci tocca fare un po’ di autocritica. Innanzitutto perché alcuni problemi organizzativi non ci hanno permesso di offrire una pubblicazione regolare. In modo particolare, però, teniamo a scusarci per la mancata uscita della rubrica Banditi e Campioni. Per rassicurare quei lettori - pochi, per carità - che ci hanno scritto chiedendoci come mai non hanno trovato il nostro appuntamento del sabato mattina, vi informiamo che la prossima settimana non mancherà una riflessione sportiva.

 

Over 65 di nuovo nei negozi

Domenica scorsa, dopo che le autorità cantonali avevano annunciato che gli over 65 sarebbero potuti tornare a fare la spesa, avevamo parlato di “solidarietà intergenerazionale a senso unico” (vedi qui). Questa settimana, invece, abbiamo voluto capire se i più anziani sono effettivamente tornati a frequentare i negozi, raccogliendo alcune dichiarazioni dai supermercati e da alcuni servizi di spesa a domicilio, messi a disposizione in questo contesto di pandemia (vedi qui). Il bilancio, per quanto molto parziale, è di affluenza nei negozi e, invece, di calo per la spesa a domicilio.

 

Le conseguenze del lockdown e gli aiuti per l’economia

Anche questa settimana, a dominare la scena mediatica è ancora stato il COVID-19. Comprensibile, tanto che anche sul nostro portale si è continuato a dare ampio spazio al coronavirus. Quel che abbiamo cercato di fare, però, è spostare la nostra attenzione alle conseguenze economiche della pandemia. Proseguendo una piccola serie di interviste ad economisti, abbiamo interpellato Marco Salvi, di Avenir Suisse (vedi qui). Salvi ha affrontato il tema delle conseguenze economiche del blocco delle attività produttive, spiegando che “un mese di lockdown corrisponde a circa il 2-3% in meno di PIL”. Quel che si prospetta, quindi, è una ripresa economica complicata. La Confederazione, però, si è attivata per cercare di contenere i danni: da un lato sostenendo il lavoro ridotto, quale supporto al pagamento degli stipendi; dall’altro facendosi garante dei prestiti bancari alle imprese, per evitare problemi di liquidità. Sulla bontà di questi aiuti all’economia, e sul rischio che qualcuno possa abusarne, abbiamo interpellato alcune importanti associazioni di categoria (vedi qui).

 

Vivere la pandemia senza una casa

A subire le conseguenze del COVID-19, però, non sono soltanto le imprese. Molte persone - indipendentemente dal loro stato di salute – vivono in condizioni difficili. Questa settimana abbiamo voluto dar voce anche ai più bisognosi, tramite due interviste. Una a Donato Di Blasi che, in quanto direttore di Casa Astra a Mendrisio, si occupa della prima accoglienza di persone che non hanno una dimora (vedi qui). L’altra, invece, è a Salvatore Pittà, che con Azione Posti Liberi si sta occupando della situazione dei rifugiati (vedi qui).

 

Il futuro delle collaborazioni tra pubblico e privato, nella sanità

Infine, negli ultimi sette giorni di indagine sugli effetti della pandemia nella società, si è voluto toccare anche il settore della sanità. Per comprendere se e come la crisi sanitaria influenzerà i rapporti tra le struttura pubbliche e quelle private, abbiamo interpellato alcuni dei protagonisti del settore che, in passato, si sono mostrati critici sul ruolo dei privati: Giorgio Noseda e Franco Cavalli (vedi qui).

 

TM