Stefano Lappe: Lavorare agilmente - costruire abilmente?

Stefano Lappe: Lavorare agilmente - costruire abilmente?

Marzo 08, 2019 - 16:12
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L’evoluzione della nostra società ha portato a una significativa modifica dei valori alla base della nostra civiltà. Il lavoro è vieppiù visto come una parte integrante della vita e non più come una mera necessità che permette di realizzare altri progetti. Non v’è dunque da stupirsi se la qualità del proprio habitat lavorativo assurge a criterio fondamentale per i giovani professionisti nell’effettuare ogni scelta legata alla propria carriera. Dal profilo del lavoro individuale, se in passato la presenza fisica in ufficio era infatti imprescindibile, oggi è possibile lavorare anche in qualsiasi altro luogo: da casa, in un bar, in treno, in un aeroporto o in una cascina di montagna. L’utilizzo di strumenti di lavoro sempre più interconnessi e moderni, a pari passo con l’ampliamento della flessibilità del posto di lavoro, permette di risparmiare sullo spazio e di organizzare gli orari e le postazioni di lavoro in maniera del tutto differente. Tutto ciò rientra nel concetto del lavoro agile, il cosiddetto “smart working”, che spinge aziende ed enti statali a sperimentare nuovi meccanismi anche per quanto riguarda il lavoro in spazi condivisi. Non per nulla fenomeni quali il coworking sono all’ordine del giorno nelle grandi città ma anche in luoghi inaspettati: da piccoli spazi di alcune centinaia di metri quadrati come The Bridge, situato sulle piste di LAAX o Urban Fish, nella città vecchia di Berna, fino a enormi edifici come Gotham, che a Losanna offre innumerevoli postazioni di lavoro individuali e sale conferenze disponibili anche solo per una giornata, e che ha visto il tutto esaurito prima ancora di aprire le proprie porte. Anche in Ticino però non sono più così rare le realtà di condivisione degli spazi professionali.
Prima di imbarcarsi in un investimento immobiliare è dunque cruciale riflettere oculatamente sui destinatari cui si desidera proporre gli spazi, affinché non ci si ritrovi inaspettatamente tra le mani un immobile strutturato secondo le esigenze di un modello lavorativo sorpassato. Gli spazi condivisi vivono un momento di boom proprio perché sono in grado di reagire e adattarsi velocemente ai bisogni di coloro che li utilizzano, offrendo degli interni accoglienti e funzionali, fornendo servizi extra come il babysitting o dei mentori per le start-up e portando la natura all’interno degli edifici, con piante e giardini verticali che permettono ai professionisti di lavorare ancora più serenamente.
 
Stefano Lappe
Candidato PLR al Gran Consiglio
Lista n. 5, candidato n. 53