Sgombero a Lugano: "Un'operazione esagerata che non rispetta i minimi diritti"

Sgombero a Lugano: "Un'operazione esagerata che non rispetta i minimi diritti"

Maggio 29, 2021 - 22:35
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Attualmente diverse persone sono bloccate all'interno del cordone di polizia che ha circondato l'edificio della Fondazione Vanoni e la strada antistante. Secondo l'avvocato Iglio Rezzonico l'operazione "non sta rispettando i minimi diritti civili".

Sembra essere una situazione di stallo quella che si vive davanti allo stabile in disuso della Fondazione Vanoni, all'angolo fra via Petrini e via Simen a Lugano, davanti al Canvetto e al Mizar. Nel tardo pomeriggio il corteo della manifestazione indetta dal csoa il Molino contro lo sgombero dell'ex Macello si è concluso proprio in questo stabile e l'assemblea degli autogestiti ha discusso della possibilità di occuparlo. 

In serata, prima delle 21.00, la polizia è intervenuta con un vasto dispiegamento di forze, sia all'ex Macello (dove c'erano solo poche persone, nel frattempo sgomberate), che nella strada davanti all'edificio Vanoni. In quest'ultimo attualmente la polizia blocca il passaggio alle persone che vogliono entrare o uscire previa presentazione di un documento, con due dispiegamenti ai lati della strada davanti all'edificio. Oltre una trentina le persone bloccate nell'edificio e nella strada antistante. 

Sul posto è presente anche l'avvocato Immacolata Iglio Rezzonico, che è stata chiamata dalle persone bloccate dal dispiegamento di polizia. "Sono presente come avvocato perché sono stata chiamata dai ragazzi all'interno della via", ci dichiara. "Ho certato di parlare con il capo delle operazioni per tentare di fare una trattativa e permettere alle persone di uscire. Mi stanno rimpallando da un posto all'altro e qualcuno mi ride anche in faccia", ci dichiara. "Ancora non ho potuto parlare con il capo delle operazioni". 

"A mio avviso c'è una grave violazione dei minimi diritti civili delle persone", prosegue l'avvocato. Quali diritti non sono stati rispettati? "Innanzitutto quello della circolazione, visto che siamo su suolo pubblico, su un marciapiede e su una strada, e le persone sono state chiuse all'interno di essi", ci risponde Iglio Rezzonico. "Poi, il diritto di incontrarsi con il proprio avvocato e nemmeno io, come avvocato, ho il diritto di svolgere la mia professione". 

"È un operazione esagerata e inutile, tra l'altro a spese dei contribuenti, con polizia proveniente dal Canton Vaud e dal Canton Ginevra", ci dichiara Iglio Rezzonico. "Un dispendio inutile per dei ragazzi che non stanno facendo di fatto niente". 

Per ora il "blocco" va avanti. I manifestanti presenti cantano "che fretta c'era, maledetta Primavera".

Sul posto è giunto anche il sindaco Marco Borradori (intervistato sul posto e sonoramente contestato dai presenti).