Saccheggi a New York, mentre Trump "passeggia" con la bibbia

Saccheggi a New York, mentre Trump "passeggia" con la bibbia

Giugno 02, 2020 - 06:37
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Continuano negli Usa le proteste per la morte di George Floyd. Il presidente Usa si è rivolto ieri alla nazione, promettendo tolleranza zero per le violenze. 

Proseguono negli Usa le proteste e i disordini. Ieri sera a New York, dopo quanto già avvenuto a Los Angeles, sono stati segnalati saccheggi sistematici a dei negozi. Non si tratterebbe delle stesse persone che protestano nelle piazze, ma di gruppi organizzati, spesso di giovani, che hanno preso d’assalto commerci e negozi, già per altro duramente colpiti dal lockdown.

Ieri sera alle 19.00 ora locale (nella notte in Svizzera) il presidente Usa Donald Trump si è rivolto alla nazione in merito alle proteste per l’uccisione di George Floyd, l’afroamericano ucciso durante il suo arresto lo scorso lunedì a Minneapolis. Trump nel suo discorso ha promesso giustizia per Floyd, ma anche tolleranza zero per le violenze e disordini in corso in svariate città, definendole atti di terrorismo interno. Trump ha minacciato di schierare l’esercito, se i Governatori degli Stati non interverranno con un adeguato dispositivo di sicurezza.

Poi il presidente Usa è uscito dal perimetro della Casa Bianca, compiendo una passeggiata, dove da poco i manifestanti erano stati sgomberati dalla polizia con i lacrimogeni e proiettili di gomma, e mettendosi in posa con una bibbia in mano davanti alla chiesa Saint John.

Intanto l’autopsia commissionata dalla famiglia di Floyd ha individuato la causa della morte dell’uomo proprio nel ginocchio dell’agente premuto per quasi dieci minuti sul collo della vittima, bloccata a terra. L’autopsia ufficiale sosteneva invece che “gli effetti combinati dell’essere bloccato dalla polizia, delle sue patologie pregresse e di qualche potenziale sostanza intossicante nel suo corpo hanno probabilmente contribuito alla sua morte”.