In ricordo di Mario Ferrari: "sempre vicino alle persone in difficoltà"

In ricordo di Mario Ferrari: "sempre vicino alle persone in difficoltà"

Ottobre 15, 2018 - 18:16
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Prosegue le serie di contributi dedicati alla scoparsa di Mario Ferrari. Dopo Giancarlo Nava a ricordare la sua figura in questo scritto è il presidente dell'Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa Graziano Pestoni, che ha condiviso con lui 13 anni di lavoro nel sindacato Vpod.  Mario Ferrari poi passerà alla direzione della Fondazione Diamante, che in 18 anni porterà ad essere l'importante organizzazione sociale che conosciamo.

Conobbi Mario tanti anni fa. Lui era il coordinatore del gruppo operatori sociali del sindacato VPOD. Io ero il presidente di quello degli statali. Qualche anno dopo io fui designato segretario cantonale del sindacato. Alla segreteria, per gestire 3000 membri e una quarantina di gruppi, eravamo in due. Oltre a me c’era l’indimenticabile amministratrice Wanda Testorelli. L’anno successivo il sindacato decise di assumere un secondo sindacalista. Contattai Mario, e gli chiesi, anche se la domanda era retorica, se fosse interessato. Fu assunto e lavorammo assieme per tredici anni, dal 1979 al 1992. Oltre alla passione per il sindacato, ci accomunava l’esperienza fatta qualche anno prima durante le manifestazioni del ’68, anche se in luoghi diversi. Mario a Friburgo, io a Losanna. Già allora erano anni difficili. Tanto per fare un esempio, lo slogan del partito liberale per le elezioni nazionali del 1979 era “meno stato – più libertà”. E sin da allora, ci fu l’attacco sistematico non solo ai dipendenti della funzione pubblica, bensì anche alla funzione pubblica stessa. Il Governo decise un’infinità di tagli nel sociale, nella sanità, nei servizi amministrativi. Era pure il periodo della “disoccupazione magistrale” e del “berufsverbot”, le interdizioni professionale per ragioni politiche e sindacali. Ci furono le prime grandi manifestazioni di protesta. Qualche taglio non entrò in vigore, altri si, malgrado un grosso lavoro al quale Mario diede un grosso contributo.
Poi, qualche anno dopo, Mario decise di lasciare il sindacato per andare a dirigere la Fondazione Diamante. Era in un certo senso il ritorno al passato. Quello di operatore sociale. Si lanciò anima e corpo nella nuova sfida e in poco tempo la “Diamante” divenne una grande e stimata organizzazione sociale, molto attenta al territorio e ai bisogni delle persone. Rimase in quella funzione per 18 anni, fino alla pensione. Fu anche deputato al Gran Consiglio. In tutti questi anni rimase sempre vicino al sindacato e alle persone in difficoltà.
 
Graziano Pestoni
Presidente Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa