Responsabilità sociale: un'opportunità per le imprese

Responsabilità sociale: un'opportunità per le imprese

Giugno 24, 2016 - 19:00
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Oggi al Centro di studi bancari di Vezia è stato presentato lo studio della Supsi sulla responsabilità sociale delle imprese (RSI). Presenti il capo divisione Economia Stefano Rizzi, il presidente della Camera di commercio Luca Albertoni, la coautrice dello studio Jenny Assy, il direttore dell'Aiti Stefano Modenini e Alberto Stival, vicedirettore del Centro di studi bancari. La RSI è anche un'opportunità di sviluppo per l'economia, ma non deve essere calata dall'alto.

La responsabilità sociale delle imprese (RSI) era al centro questa mattina di una conferenza stampa del Dipartimento finanze ed economia (Dfe), voluta per presentare i risultati di uno studio commissionato dalla Divisione Economia del Dfe alla Supsi sul tema.
Lo studio realizzato dalle ricercatrici Supsi Jenny Assy e Caterina Carletti ha messo in evidenza come negli ultimi anni sia notevolmente migliorata la consapevolezza delle imprese in merito alla (RSI), o "corporate social responsibiliy" (CSR), che riguarda i più svariati ambiti in cui l'operato di un'impresa incide sulla comunità e il territorio in cui opera, dalla scelta responsabile dei fornitori (fornitori locali), alla cura per le esigenze famigliari dei dipendenti, fino al rispetto dell'ambiente, del territorio e dei diritti del lavoratore. Oltre ai benefici per la collettività nel suo inseme, ha spiegato Jenny Assy, la RSI è anche un fattore di competitività per le imprese, che dotandosi di pratiche virtuose possono beneficiare, ad esempio, di una migliore immagine pubblica, di una maggiore attrattività per i potenziali dipendenti, come pure soddisfare le esigenze della clientela sensibilizzata su questo tema. 
Intervenendo dopo la ricercatrice Jenny Assy il direttore dell'Associazione industrie ticinesi (Aiti), Stefano Modenini, ha evidenziato come le imprese, che rimangono un soggetto il cui principale obbiettivo è il profitto, abbiano anche una dimensione "pubblica" che richiede "attenzione e sensibilità nelle scelte e nelle decisioni che quotidianamente le imprese sono portate a prendere, perché potrebbero avere degli impatti sulle persone, sulle istituzioni e sull’ambiente che ci circonda". Per promuovere la RSI l'Aiti ha messo in campo una strategia che si basa su tre punti cardine: la formazione, che vede l'Aiti collaborare con il Dipartimento tecnologie innovative (DTI) della Supsi, la consulenza, che vede l'Aiti offrire consulenze in ambito di CSR e Sustainability Management e Mobility Management e la promozione e informazione, che ha l'obbiettivo di promuovere "nuove politiche di sostenibilità nelle risorse umane, in grado di conciliare lavoro e famiglia, incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro e integrare le persone più anziane nel mercato del lavoro".
Anche la finanza può dare il contributo alla RSI. Alberto Stival, vicedirettore del Centro di studi bancari e rappresentate di Swiss Sustainable Finance in Ticino, ha spiegato come anche il settore finanziario può dare il suo contributo alla sostenibilità, con una finanza che si pone l'obbiettivo di creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma in modo che siano al contempo utili alla società e non superino le capacità di carico del sistema ambientale. La Svizzera secondo Stival, ha un grande potenziale di sviluppo nella finanza sostenibile, grazie al suo ruolo di primo piano nel settore della gestione patrimoniale, alla presenza di numerose organizzazioni internazionali (Nazioni Unite, Croce Rossa Internazionale, e numerose organizzazioni non governative) e grazie al posizionamento fra le prime nazioni al mondo per quanto riguarda la sostenibilità ambientale.
Il presidente della Camera di commercio Luca Albertoni, non addentrandosi approfonditamente nel merito delle questioni relative alla RSI, ha comunque voluto sottolineare come la responsabilità sociale non debba essere una prerogativa unicamente delle aziende, ma anche dei singoli individui, come ad esempio i dipendenti.
Il capodivisione della Divisione dell'economia del Dfe Stefano Rizzi ha infine voluto sottolineare l'importanza di aprire un dialogo con tutti gli attori in gioco sul tema della RSI. Il ruolo dello Stato non sarà quello di imporre obblighi e divieti, ma di creare le condizioni quadro ideali per un'implementazione proficua della RSI.