Regazzi: "L’MPS preferisce creare disoccupati"

Regazzi: "L’MPS preferisce creare disoccupati"

Marzo 30, 2020 - 22:26
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Riceviamo e pibblichiamo. Presa di posizione del consigliere nazionale Ppd e presidente Aiti Fabio Regazzi in seguito all'interpellanza dell'Mps (vedi qui).

Ho appena appreso dell’interpellanza presentata da quei buontemponi del Movimento per il socialismo (MPS), che di questi tempi devono sicuramente avere ancora meno da fare del solito. Sergi e il suo fido Pronzini (la citazione è di Corrado Mordasini) non hanno trovato di meglio che rivolgere al Consiglio di Stato alcune domande che riguardano la mia azienda, il tutto condito con una serie di affermazioni false e di attacchi personali livorosi che potrebbero tranquillamente essere oggetto di una querela penale alla quale tuttavia rinuncio anche per non dare eccessiva importanza a simili personaggetti (questa volta cito Crozza). Ho pertanto pensato di rispondere direttamente e in anteprima ai quesiti posti dal Gatto e dalla Volpe del MPS, anche perché in questo momento il Consiglio di Stato e i suoi funzionari hanno ben altre priorità che rispondere a domande farlocche e demagogiche di chi è in perenne campagna elettorale con l’impiego assicurato (non uso volutamente il termine “posto di lavoro” che mi sembra nel caso specifico inappropriato) e lo stipendio garantito al 100% dai contribuenti, risp. dai lavoratori. Tanto più che la risposta arriverà, nella migliore delle ipotesi, fra alcuni mesi quando, ed è la speranza di tutti, avremo superato la crisi sanitaria ma saremo probabilmente confrontati con una grave crisi economica e occupazionale, che ovviamente non riguarderà i nostri impavidi combattenti per il socialismo con i piedi (e non solo quelli...) ben al caldo.

Ecco dunque le risposte alle domande poste dal MPS:

Ad 1) Sì, la mia ditta ha chiesto un’autorizzazione straordinaria, possibilità peraltro contemplata dalla Risoluzione del Consiglio di Stato del 27 marzo.

Ad 2) L’autorizzazione è stata chiesta per motivi di urgenza e riguarda unicamente il reparto di produzione delle avvolgibili in alluminio. Questo settore si rivolge per la quasi totalità a una clientela di rivenditori presente nel resto della Svizzera, dove nei cantieri si continua a lavorare, seppure a ritmo ridotto, e dove pure i concorrenti della Regazzi SA sono tuttora attivi. In queste settimane si sono accumulati diversi ordini che devono essere consegnati ai rivenditori che a loro volta hanno preso degli impegni con dei clienti finali che reclamano le consegne. Non evadere gli ordini in questione esporrebbe l’azienda al rischio di pagare delle penali e risp. di perdere questi rivenditori che sarebbero costretti a rivolgersi ad altre aziende fornitrici presenti in Svizzera. Preciso che le collaboratrici e i collaboratori coinvolti sono una decina su 135 e che operano solo previo il loro accordo e nel rigoroso rispetto di tutte le disposizioni igienico-sanitarie previste dal SECO (in particolare le distanze minime, l’uso della mascherina per chi ne fa richiesta, ecc.). Tale autorizzazione è stata per altro concessa ad altre aziende che si trovano in analoghe condizioni, anche con il consenso dei rappresentanti sindacali.

Ad 3) Gli interpellanti dovrebbero sapere che gli aiuti in questione vengono rilasciati dalla Confederazione per cui non sono di competenza cantonale. Confermo comunque che anche le ditte che fanno capo al Gruppo Regazzi ne hanno fatto richiesta in vista dell’inevitabile crisi di liquidità che andrà a breve a colpire la maggior parte delle piccole e medie aziende ticinesi. Senza questi aiuti, che si aggiungono all’introduzione dell’orario ridotto, il rischio di fallimenti a catena è del tutto reale con un impatto devastante per l’occupazione. Se per l’MPS è questo lo scenario privilegiato, me lo facciano sapere che

informerò i nostri collaboratori, invitandoli a rivolgersi al duo Sergi-Pronzini per trovare un posto di lavoro qualora dovessero perderlo.

Per rispondere a queste insulse domande ho impiegato ca. 1 ora. Ora torno ad occuparmi della mia azienda e dei nostri collaboratori per accertarmi che possano operare in condizioni in sicurezza e anche per adoperarmi affinché in futuro abbiano ancora un posto di lavoro, nonostante l’MPS...

Fabio Regazzi, imprenditore, presidente AITI, e consigliere nazionale