Quando per gli ecologisti sarebbe "facile" vincere e invece perdono

Quando per gli ecologisti sarebbe "facile" vincere e invece perdono

Novembre 29, 2016 - 08:00
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Gli apprendisti stregoni iniziano ad avere i brividi sulla schiena. L'iniziativa sull'abbandono del nucleare perde, anche in Ticino, dove non era per nulla difficile vincere. 

Che botta. L'iniziativa sull'uscita dal nucleare che tutti i sondaggi davano vincente, ha perso, e anche non bene.
Anche in Ticino, dove il nucleare non ha mai trovato troppi estimatori l'iniziativa è andata male.
Eppure, non era difficile vincere. 
Chissà, se ora, gli artefici della sconfitta, alias Matteo Buzzi e Marco Battaglia vorranno fare un po' di autocritica e magari trarre le dovute conclusioni.
Buzzi di Greenpeace, ha deciso di dare la gestione della campagna sul nucleare a Marco Battaglia, che detto per inciso non ha nessuna vittoria di strategia di marketing politico al suo attivo. E i risultati, in un Cantone dove era abbastanza facile portare a casa un buon risultato, si son visti.
Nel 2016, fra raddoppio del Gottardo, Economia Verde e Nucleare, gli ambientalisti hanno solo saputo collezionare sconfitte, nonostante, vedi raddoppio del Gottardo, i soldi messi in campo erano superiori a quelli pro raddoppio! 
Qualche autocritica seria dovrebbe essere fatta! Perché la storiella, che le lobby anti ambientaliste hanno sempre più soldi degli ecologisti e dei progressisti non è sempre vera. Anzi. Bisogna capire che si possono avere anche molti soldi, ma senza strategia e comunicazione efficace non si arriva da nessuna parte. Anzi, si arriva al punto che uno inizia a chiedersi perché dare una piccola o grande donazione a Greenpeace, piuttosto che ad altre associazioni, se poi non sanno ottimizzare i risultati politici che quella raccolta fondi permetterebbe di ottenere.
Dopo, non c'è da lamentarsi, se non si trovano più tante donazioni come in passato, quando non si è capaci di produrre risultati politici tangibili. Dare lavoro agli amici degli amici, non sempre è la miglior ottimizzazione delle risorse.

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Che botta! E due! Il comunicato stampa e poi la nostra intervista al granconsigliere del Mps Matteo Pronzini, ha iniziato a far venire i brividi sulla schiena a qualche "apprendista stregone" del Ps del bellinzonese. Passare da 3 municipali ad uno, non è lo scenario che ci si immaginava! 
Ed ecco che ora il pressing sui verdi si è rafforzato come non mai. A tutti i costi bisogna fermare l'ipotesi di una lista Verdi-Mps (con magari annessa Bellinzona vivibile). Ma i problemi non finiscono qui. Ai socialisti giubiaschesi non si può lasciare il ruolo di simpatiche comparse irrilevanti. Magari qualche scheda di partito può trasformarsi in scheda senza intestazione e i dolori dopo aumenterebbero.
Ci sono tre stagioni molto diverse del grande "apprendista stregone": il 1996, quando era in gran forma, il 2008, quando perse tutto e il 2012, quella con chiari e scuri.
Ora deve decidere a quale delle tre stagioni si vuole ispirare e magari la situazione è ancora salvabile. Ma i margini di manovra iniziano ad assottigliarsi.