Presidenziali USA: le pagelle di Carlo Zoppi

Presidenziali USA: le pagelle di Carlo Zoppi

Novembre 09, 2016 - 23:38
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Dopo una campagna elettorale estenuante durata un anno e mezzo finalmente sappiamo il nome del 45° presidente degli Stati Uniti. Vi propongo le mie personali, ciniche e certamente criticabili pagelle degli attori coinvolti in questa storica tornata elettorale.
 
Donald Trump 6 : non mi riconosco in nessuna proposta del tycoon (Nato e Russia a parte), ma non si può non dare atto che il neofita della politica abbia ottenuto una vittoria incredibile. Solo contro tutti, senza l’appoggio del suo partito che lo voleva addirittura far ritirare dalla corsa per gli scandali, Trump ha tirato dritto rastrellando voti da quella parte di America che sta soffrendo per le delocalizzazioni delle industrie e gli effetti perversi della globalizzazione. Ciliegina sulla torta per nulla trascurabile: il neo presidente eletto ha ottenuto la maggioranza al Senato e al Congresso e si appresta ad assumere la carica con tutte le carte in regola per dettare l’agenda politica per i prossimi due anni.

Hillary Clinton 3 : la predestinata alla presidenza con un programma più da repubblicano moderato che da candidato democratico non poteva incassare una sconfitta peggiore, per lei e il suo partito. Non solo non è riuscita a vincere in nessuno degli stati in bilico (North Carolina, Pennsylvania, Ohio e Florida) ma ha addirittura fatto perdere al partito democratico le sue roccaforti storiche dei colletti blu della “cintura della ruggine” degli stati industriali come Wisconsin e Michigan. Difficile credere che il sacrificato Bernie Sanders, segato dall’establishment democratico supino al clan Clinton avrebbe potuto fare peggio, anzi...

Barack Obama 4 : il presidente uscente invece di governare il paese ha passato gli ultimi mesi con la moglie Michelle a girare gli Stati in bilico cerando disperatamente di travasare la sua grande popolarità alla Clinton. Ci ha messo la faccia sacrificando però l’istituzione della presidenza e il suo ruolo di comandante in capo di tutti gli americani.

Network 2: dimenticandosi del loro ruolo d’informare in maniera imparziale gli elettori, quasi tutti i network hanno fatto spudoratamente campagna per Hillary ottenendo esattamente l’effetto contrario, trasformare Trump in vittima del sistema aiutandolo a incassare voti di protesta. Sarà dura riconquistare la credibilità e dimostrarsi ancora a servizio di un paese che li considera complici del sistema corrotto.

Sondaggisti 2: Qualcuno ci crede ancora? Gli stregoni delle statistiche dovrebbero essere meno l’oggetto di speculazioni e facili sensazionalismi, anche alle nostre latitudini. 
 
 
Carlo Zoppi, vice capogruppo PS in Consiglio comunale a Lugano