PIL elvetico in ripresa

PIL elvetico in ripresa

Settembre 02, 2021 - 14:24
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Nel secondo trimestre 2021 il Prodotto interno lordo ha segnato una pregressione del 1,8%, dopo il calo del primo trimestre. 

Immagine: SECO

Economia elvetica in ripresa dopo il calo registrato nel primo trimestre del 2021. Per il secondo trimestre il Prodotto interno lordo (PIL) ha segnato una progressione del 1,8 %, con consumi in forte ripresa. L’allentamento delle restrizioni ha generato un notevole aumento del Pil nel settore dei servizi.

Il livello del Pil nel secondo trimestre 2021 nel complesso è rimasto leggermente inferiore ai livelli pre-crisi (2019): -0,5% rispetto al quarto trimestre 2019.

“Il 2° trimestre ha visto la revoca o l'allentamento di numerose misure sanitarie restrittive”, spiega la Seco (Segreteria di Stato dell’economia) in un odierno comunicato. “Il valore aggiunto ne ha risentito positivamente, aumentando proprio in corrispondenza dei servizi più colpiti. Il settore alberghiero e della ristorazione (+48,9 %) si è ripreso notevolmente dalle battute d'arresto accusate nel semestre invernale: le strutture della ristorazione sono state autorizzate a riaprire e il turismo interno ha iniziato la sua fase di ripresa. Ciò nonostante, il valore aggiunto del 2° trimestre è rimasto a un livello pari a solo circa la metà di quello registrato nel periodo pre-crisi. A seguito degli allentamenti, anche il settore dell'arte, dell'intrattenimento e delle attività ricreative (+52,9 %)** ha fatto segnare una forte crescita. Anche in questo caso il valore aggiunto si trova però ancora ben al di sotto dei livelli pre-crisi”.

“La riapertura dei negozi fisici ha permesso al commercio (+4,8 %) di crescere significativamente, trainato sia dal segmento non-food del commercio al dettaglio, sia dal commercio all'ingrosso. In linea con la sempre maggiore mobilità della popolazione, anche il settore dei trasporti e delle comunicazioni ha visto un'evoluzione positiva (+1,9 %). Per finire, sono risultati in crescita anche i servizi alle imprese (+1,1 %). Tra tutti i servizi, solo i servizi finanziari (−0,7 %) sono stati caratterizzati da un un calo consistente del valore aggiunto. Al generale andamento positivo del settore dei servizi si è accompagnato inoltre l'aumento delle esportazioni di servizi (+3,2 %)”, si legge.

“Con l'allentamento delle misure per contrastare il coronavirus, i consumi privati (+4,1 %), che avevano subito un marcato calo nel semestre invernale, sono nuovamente saliti. Le spese per i consumi delle economie domestiche sono state maggiori in quasi tutti i comparti. Ancora più consistenti sono stati gli aumenti a livello di consumi dello Stato (+5,5 %), dettati dalle spese eccezionali sostenute per contrastare la pandemia. Dopo un trimeste negativo, anche gli investimenti in beni di equipaggiamento (+1,6 %) si sono ripresi. Nel complesso, la domanda interna è aumentata fortemente, accompagnata da un leggero incremento delle importazioni*** (+0,5 %). L'unica componente della domanda interna a subire uno stallo è stata quella degli investimenti edili (+0,1 %), in linea con lo sviluppo contenuto dell’edilizia (−0,3 %)”.

“Nel settore dell'industria manifatturiera (+0,9 %), l’andamento si è normalizzato dopo il forte trend di recupero dei trimestri precedenti. Il valore aggiunto, che era già salito sopra il livello pre-crisi nel 1° trimestre, nel 2° trimestre lo ha superato del 4,7 %. Infine, il rallentamento della crescita dell'industria e del commercio a livello mondiale ha rallentato in parte l'industria svizzera. Le esportazioni di beni industriali sensibili all’andamento congiunturale, come macchinari e strumenti di precisione, sono diminuite. L'industria chimico-farmaceutica è stata invece di nuovo in grado di espandersi fortemente. Allo stesso modo, le esportazioni di merci**** (+0,3 %) hanno registrato un lieve incremento nonostante il calo del commercio di transito”.