Midterm Usa: uno sguardo dal Ticino su una vittoria sotto le attese

Midterm Usa: uno sguardo dal Ticino su una vittoria sotto le attese

Novembre 07, 2018 - 20:00
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Franco Cavalli, già consigliere nazionale socialista e leader del Forum Alternativo e il giornalista Alfonso Tuor commentano gli esiti delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Il Senato ai repubblicani, la Camera dei rappresentanti ai democratici. Se questo possa essere visto come una vittoria di Donald Trump, dei democratici o una via di mezzo, rimane materia di dibattito, anche negli Usa. Il presidente, via Twitter, ha già avuto modo di criticare coloro che non riconoscono il risultato ottenuto dallo schieramento repubblicano in queste elezioni di metà mandato. Fattostà che i democratici hanno strappato la maggioranza della Camera dei rappresentanti ai repubblicani, mentre quest’ultimi hanno vinto in Senato guadagnando ulteriore terreno.
Dal Ticino si rallegra, anche se non pienamente, del risultato, il già consigliere nazionale e Franco Cavalli, da noi interpellato. “È una sconfitta, ma non una sconfitta totale di Trump”, ci dice. “Avrei preferito vedere una sconfitta più netta, come peraltro molti si aspettavano”.  “Nelle ultime settimane Trump, drammatizzando la situazione, schierando l'esercito contro i migranti e creando una polarizzazione, è riuscito a mobilitare la sua base”, ci dice Cavalli.  Ciò gli ha permesso di  consolidare, prosegue, “le sue posizioni al Senato. Circa il 55% degli elettori gli hanno però votato contro e il fatto che abbia perso la maggioranza nella Camera dei rappresentanti è significativo”.
“L'immigrazione risvegliava i sentimenti profondi dell’America”, commenta da noi contattato il giornalista economico e conduttore della trasmissione "I Conti in Tasca" Alfonso Tuor. “Era il metodo per rimotivare la base elettorale che ha portato Trump alla Casa Bianca. Secondo i sondaggi i consensi di Trump erano superiori a quelli dei repubblicani. Per colmare questo divario Trump ha giocato su questi istinti profondi dell'elettorato americano”.  Con un certo successo. “La sconfitta alla Camera è risicata”, osserva Tuor, “non è stata l'ondata sperata dai democratici. Non ha tutti i torti Trump quando parla di successo, anche perché in genere il presidente in carica perde alle elezioni di medio termine”.
Trump ha puntato sul tema dell’immigrazione per non parlare di economia? “Non credo che i dati economici statunitensi siano negativi, anzi", risponde Tuor.  "La disoccupazione sta diminuendo e il Pil sta crescendo fortemente. Nell'immediato sono dati positivi. Il problema della politica economica di Trump è a mio avviso semmai a medio termine e riguarda ad esempio quali conseguenze avranno le misure come i tagli fiscali. Non penso che l'abbia fatto perché temeva i temi economici. Anche il conflitto commerciale con la Cina raccoglie molti consensi, visto la che la Cina è vista come un paese che ha portato via molti posti di lavoro dagli Stati Uniti”.
Le elezioni di midterm statunitensi hanno visto però anche un cambiamento degli equilibri all’interno del partito democratico, con l’elezione di esponenti dell’ala di sinistra dei dem, come Rashida Tlaib, musulmana di origini palestinesi, in Michigan, e a New York Alexandria Ocasio-Cortez, esponenti che si rifanno ai democratic socialist di Bernie Sanders.
Secondo Franco Cavalli ciò dimostra che “Trump e la destra non si battono spostandosi al centro, ma con una politica profilata a sinistra".  “Questo conferma quanto sta avvenendo anche in Europa”, dice Cavalli, “dove la sinistra che avanza, come in Olanda, Mélenchon in Francia o Podemos in Spagna, è quella che si profila. Dove invece la sinistra si sposta al centro, come in Germania, con Renzi in Italia o con la socialdemocrazia francese, fallisce”.
Tornando agli Stati Uniti Tuor ritiene che “questa vittoria, che c'è stata ma non è quell'onda che i democratici supponevano e volevano, aprirà uno scontro all'interno dello stesso partito democratico con l'ala sinistra, quella che si richiama a Bernie Sanders, il candidato che alle primarie aveva affrontato Hillary Clinton”. È una vittoria per il partito democratico che "rischia di approfondire le divisioni”.
Come leggere invece l’elezione in Michigan della musulmana Rashida Tlaib, che è diventata la prima cittadina statunitense di origine palestinese ad essere eletta al Congresso? Franco Cavalli vede in questo un segnale positivo. “Credo che in parte rifletta l'avversione di buona parte dell'opinione pubblica democratica statunitense contro il sostegno di Trump alle posizioni più nazionaliste israeliane”, dice il già capogruppo socialista alle Camere federali. “Il fatto che Trump abbia spostato l'ambasciata Usa in Israele a Gerusalemme, facendo fallire qualsiasi possibilità di pace in Medio Oriente, e sostenga i circoli estremisti del Governo israeliano, ha portato una reazione dell'opinione democratica, e in parte anche di quella ebraica, a favore di questa candidata”.