Michele Amadò: "Polo sportivo: confusione e mancanza di visione"

Michele Amadò: "Polo sportivo: confusione e mancanza di visione"

Maggio 29, 2020 - 06:10
Posted in:

Settimana prossima dal Consiglio comunale di Lugano dovrà passare il messaggio inerente il credito di progettazione del Polo Sportivo. Sul tavolo vi sono il rapporto di maggioranza, allineato con il messaggio municipale, e quello sottoscritto dai commissari della Gestione Plr, che chiede rimandare la parte del progetto che riguarda i privati (le torri in cui è previsto lo spostamento di una parte dell’amministrazione comunale) Dopo l’intervista che abbiamo pubblicato ieri al già consigliere nazionale Plr Adriano Cavadini (vedi qui), abbiamo interpellato sullo stesso tema un altro esponente liberale radicale, Michele Amadò, professore del Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI, e anche lui critico sul progetto “integrale” del Municipio.

Michele Amadò, condivide le critiche mosse nel rapporto di minoranza del Plr, che chiede di “rimandare” la parte del progetto riguardante i privati?

Concordo. Quanto emerge dal rapporto non riguarda solo le tempistiche, ma sottintende una visione generale del futuro della Città. Esso chiede al Municipio se abbia una visione generale della Città, che sappia dire cosa è necessario, cosa indispensabile e cosa prioritario. Non è una differenza solamente terminologica quella fra queste tre categorie. Cosa nei prossimi 20 anni sarà veramente importante, considerando anche la questione coronavirus e la necessità di rilanciare l’economia? Ci vuole una visione generale insomma. Questo è quanto sottintende il rapporto Plr ed è la cosa che mi sento più di sottolineare come importante. 

Bisogna capire, rispetto agli investimenti fattibili, cosa davvero è realizzabile. Il Centro Sportivo, è stato ritenuto necessario e indispensabile già nel passato, e faceva parte della visione dei precedenti Municipi. Ma a ciò si è aggiunta una parte che addirittura vuole spostare l’amministrazione fuori dal centro, che a mio avviso è un'assurdità totale. La vivibilità della Città ne andrebbe a perdere. Di fronte a una proprietà immobiliare della Città enorme, stimata a più di due miliardi di franchi,  far costruire nuovi edifici a un privato, garantendogli l'affitto, è un'assurdità. È a mio avviso anche contrario al rispetto della libertà e della responsabilità di un investitore privato. Non è solo una questione di tempistica dunque, è proprio uno sbaglio di fondo. 

 

Cosa non funziona a suo avviso in questa partnership privato-pubblico?

Il fatto stesso che si dica a un privato che se costruisce la Città gli garantirà l’affitto, vuol dire che quanto costruisce non è necessario. Un privato investe se crede in quello che sta facendo, nella sua necessità. La partnership privato-pubblico è un concetto interessate e che condivido, anche ad esempio per quanto riguarda il Polo Congressuale, che secondo me è prioritario, in una visione della Città che leghi questo Polo all'Università della Svizzera Italiana, che Lugano ha voluto. Questo è un progetto prioritario, per rilanciare l'economia.

Per quanto riguarda il Polo Sportivo, un privato deve essere convinto della sua opera, della sua capacità di offrire delle possibilità che arricchiscano la Città, non semplicemente che sostituiscano qualcosa che già c’è.  Lugano ha molte proprietà immobiliari. Si pensi a Viganello ad esempio all'ex stabile PTT: 45mila metri quadrati circa, facilmente riciclabili e in parte anche per l’amministrazione comunale.

Bisogna avere una visione. Va bene fare subito lo stadio, ma garantire l'affitto a qualcuno che costruisce al posto della Città è perverso, perché non è una necessità. Questo è il punto fondamentale. 

 

 

 

 

A questo progetto è anche correlato il messaggio cantonale sul nuovo Palazzo di Giustizia. Una delle due torri poteva essere una possibile ubicazione per i nuovi spazi della Magistratura, ma con l'ipotesi dell'acquisto dell'ex Banca del Gottardo (ora di EFG) cadrebbe.  C'è sincronia fra Cantone e Lugano?

Dal mio punto di vista, e anche il rapporto lo mette in evidenza,  non c'è molta chiarezza fra Cantone e Lugano. Un motivo in più per sostenere il rapporto di minoranza. 

 

 

Il progetto di Magistratura nel Palazzo EFG come lo vede?

Bisognerà valutarlo quando saranno in chiaro tutti gli elementi. Cominciamo con il dire che non si deve svuotare il centro.

In Ticino c'è il vizio di pensare prima all'involucro e poi ai contenuti. Pensare ai contenuti vuol dire decidere cosa la Città di Lugano vuole offrire e non limitarsi al dettaglio dei singoli progetti e della loro ubicazione.  Questo è un punto fondamentale, che il rapporto di minoranza solleva in modo sottile ma deciso.

 

Lei critica il fatto che si voglia portare gli uffici e le attività fuori dal centro, ma questo non potrebbe rappresentare un modo per ovviare al problema della viabilità e dell’eccessivo traffico nel centro?

La viabilità e il traffico sono sicuramente questioni rilevanti a cui è necessario pensare. La domanda è però se vogliamo un centro cittadino vissuto o meno. Negli ultimi anni il centro si è progressivamente impoverito. Vi sono molte soluzioni possibili per il traffico. Non vorrei che una di questa passi attraverso la digitalizzazione e al non recarsi più fisicamente a lavorare. Vi è stata anche una tendenza delle banche ad operare questa scelta.  Secondo me è grave: il lato umano e di presenza, andare a bere un caffè o mangiare a un ristorante, ritrovarsi in Città, è molto più importante della questione della mobilità. È sicuramente importante anch'essa, ma si possono trovare altre soluzioni. Sicuramente svuotando il centro si risolve il problema del traffico, ma cosa diventa il centro, con cosa lo riempiamo? Dobbiamo pensare in termini di qualità della vita e di vissuto nelle varie parti della città. Non dico che non possa essere tolto dalla Città qualcosa, come per l'esempio dell’ex PTT di Viganello. Bisogna però avere una visione generale e non fare confusione mettendo tutto insieme. 

Il Palazzo Giudiziario forse arriverà, con un privato che costruisce e la Città che gli garantisce l’affitto e il Polo Sportivo. È una gran confusione. Una mancanza di visione.