Meno 3. Ultimo giorno per spedire la scheda. Sarà una democrazia con poca “sostanza”?

Meno 3. Ultimo giorno per spedire la scheda. Sarà una democrazia con poca “sostanza”?

Aprile 15, 2021 - 14:49
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Giovedì 15 aprile. Oggi si festeggiano i natali di colui che è considerato forse il più grande genio della Storia, Leonardo Da Vinci, di cui nel 2019 si sono celebrati i 500 anni dalla morte.

Mancano tre giorni alla domenica elettorale delle elezioni comunali 2021 e oggi chiudono le “scadenze postali” per coloro che hanno intenzione di inviare per posta la propria scheda (Posta A, mentre per la posta B il termine è scaduto già il 13 aprile). Da domani si potrà votare, o domenica ai seggi, o imbucando a mano la busta per il voto per corrispondenza nelle caselle delle cancellerie. Nel mentre la campagna elettorale continua, in particolare a Lugano. Alcuni candidati stanno continuando ad inviare i loro contributi, volendo “giocarsi” i voti, giustamente, fino all’ultimo.

Del candidato PLR di Lugano Guido Sassi abbiamo pubblicato due articoli negli ultimi giorni (vedi qui), anche il presidente socialista luganese Raoul Ghisletta (molto attivo in questa campagna elettorale) e la candidata dell’MPS al Municipio e al Consiglio comunale Barbara Di Marco hanno inviato i loro contributi (oggi e ieri) e il consigliere comunale leghista Marco Bortolin l’altro ieri (vedi qui).

Fanno bene. È chiaro che questa campagna elettorale sarà aperta fino all’ultimo. Una campagna anomala, lo si è detto più volte. E la partecipazione rischia di subire un tracollo

A Lugano le schede rientrate tramite posta dovrebbero aggirarsi attorno alle 10’000, che corrisponderebbe a circa un 30% degli aventi diritto che hanno espresso il loro voto. Una percentuale che se non aumenterà nei prossimi giorni sarà un ben magro risultato per il rinnovo dei poteri comunali, che seppur per una legislatura “breve, determinerà le sorti della vita dei Comuni nei prossimi tre anni. 

Dunque, per ora, o vi sono molti indecisi che voteranno all’ultimo, o molte persone che non sono intenzionate a votare (o entrambi). In tutti e due i casi, per candidati e partiti, ora, per conquistare il voto degli indecisi o per convincere gli astensionisti a recarsi alle urne, sarà importante sfruttare anche questi ultimi tre giorni di campagna elettorale. Mai come questa volta il “rush finale” potrebbe essere determinante.

A bocce ferme, con dati sulla partecipazione alla mano, sarà per tutti tempi di bilanci. E visto che probabilmente lo spoglio sarà più lento (causa norme covid) e dovremmo attendere lunedì per conoscere gli eletti nei vari Municipi, ci si potrà chinare anche sull’opportunità di tenere un’elezione “sotto covid” (il divieto di aggregazioni, manifestazioni ed eventi ha inevitabilmente inciso sull’interesse suscitato dalla campagna elettorale). Se la partecipazione si attestasse sotto al 50% sarebbe il caso che si ammettesse, Consiglio di Stato e forze politiche in primis, che era meglio votate a giugno o a settembre (dello scorso anno o di questo, fate vobis). Con oltre la maggioranza dell’elettorato che non si esprime, inevitabilmente ne risentirebbe anche la legittimità e a rappresentatività delle forze e degli esponenti che siedono nei gremi politici (in questo caso comunali). Sarebbe certo una democrazia comunale formalmente e legalmente legittima e valida, ma nella sostanza, nella migliore delle ipotesi, “azzoppata”.