Matteo Pronzini. Socialisti, case anziani, Magistratura, il deputato non le "manda a dire"...

Matteo Pronzini. Socialisti, case anziani, Magistratura, il deputato non le "manda a dire"...

Maggio 12, 2020 - 06:20
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Dalle case per anziani (che molto hanno fatto discutere di questi tempi), alla Magistratura e alle nomine alla SUPSI. Abbiamo intervistato il Granconsigliere MPS (Movimento per il socialismo) Matteo Pronzini, partendo proprio dalla vicenda che ha "scaldato gli animi" dei socialisti bellinzonesi in relazione alla sengalazione fatta dall'MPS...

Matteo Pronzini, recentemente la sezione del Partito socialista di Bellinzona vi ha accusato (vedi qui) di "agire prettamente opportunistico" in relazione alla vostra segnalazione alla Magistratura relativa ai morti nelle case per anziani. Cosa rispondente? 

La risposta dal punto di vista di politico è quella che ha fornito Giuseppe Sergi nel suo recente articolo (vedi qui, ndr). Vi è tutta una serie di esempi che mostrano come da anni l’MPS segnala dei problemi di funzionamento nell'ambito sanitario,  in particolar modo nelle case per anziani. È chiaro che i socialisti hanno la coda di paglia: in molti casi dove vi sono state delle situazioni problematiche, sia riguardo al personale che nei confronti degli anziani, sono coinvolti. Balerna è il caso più emblematico, dove sotto il capo dicastero socialista c'è stata una gestione drammatica; Locarno, dove addirittura il municipale è stato esautorato, ma anche a Bellinzona. Oltre a ciò c'è una responsabilità anche alla luce del fatto che per decenni hanno gestito il Dipartimento sanità e socialità (DSS) e hanno contribuito allo sviluppo di queste problematiche. Le politiche portate avanti con il sostegno, anche del Partito socialista, spesso entusiasta, hanno promosso una logica di sottomissione della sanità alle logiche di mercato.

L'MPS da tempo sostiene che i problemi nelle case per anziani, o in generale in ambito sanitario, devono essere affrontati cercando di non contrapporre gli interessi dei pazienti e gli interessi del personale sanitario. Siamo convinti che un altro tipo di gestione della sanità e delle case per anziani può avvenire unicamente con il coinvolgimento attivo del personale e degli utenti. Prova ne è il fatto che nel 2017 abbiamo fatto due mozioni: una per istituire un controllo cantonale in materia sanitaria, l'altra per potenziare l'autorità di vigilanza e il coinvolgimento del personale e degli utenti al fine di migliorare la qualità delle cure. Bisogna potenziare il ruolo dei pazienti e del personale sanitario. Oltre a ciò abbiamo fatto un'iniziativa parlamentare nella quale sosteniamo che bisogna uscire dalla logica clientelare con cui vengono gestite le case per anziani. Questo è uno dei problemi: sono diventate dei luoghi in cui fare affari. Abbiamo proposto di istituire un'ente cantonale che coinvolga le case per anziani e gli aiuti domiciliari.

Per quanto riguarda le accuse rivolteci abbiamo a che fare con persone che attaccano per difendersi, cercando di raccontare bugie, ma anche ignoranti, perché non sanno che vi sono dei nostri atti parlamentari pendenti, che anche con la negligenza dei loro parlamentari rimangono fermi nei cassetti.

 

Quella sui morti nelle case per anziani non è la vostra prima segnalazione in Magistratura. C'erano già state quelle sul caso Argo 1, quelle sulle pensioni del consiglieri di Stato, che non erano sfociate in decreti d'accusa. Sappiamo che una serie di inchieste, come quelle su Pramac e quella su Darwin Airline, quando vedono coinvolti soggetti importanti, spesso finisco in nulla. Cosa vi aspettate di ottenere dalla vostra segnalazione?

Condivido, sulla questione legata alla Magistratura, quanto avevate detto nell'articolo pubblicato sul vostro portale (vedi qui, ndr). A seconda di chi è coinvolto si usa un metro diverso. Detto ciò la speranza è l'ultima a morire.

È bene specificare, visto che ci sono persone o ignoranti o che fanno finta di non capire, per quanto riguarda la nostra segnalazione, che riguarda le direzioni delle case anziani, e non di certo il personale.

Noi prendiamo sul serio il mandato che abbiamo ricevuto da chi ci ha eletto. Questo mandato, come previsto dalla legge sul Gran Consiglio, se veniamo a sapere di situazioni che possono configurarsi come dei reati di diritto pubblico, ci obbliga a segnalarlo alla Magistratura. In questi giorni siamo contattati da parenti di persone che lavorano in casa anziani, e tutti raccontano la stessa storia: situazioni in cui le cose non sono andate per il verso giusto. Di conseguenza è nostro obbligo segnalarlo. 

Fa specie che la figlia di un noto medico (la presidente della sezione socialista di Bellinzona Martina Malacrida, ndr), con una grande legittimità in questo Cantone, non sappia che anche la legge sanitaria obbliga qualsiasi operatore sanitario che prende atto di possibili situazioni che potrebbero configurare un possibile reato penale, a comunicarlo alla Magistratura. Sta poi a quest’ultima valutare se è un reato o meno. Noi prendiamo sul serio il nostro mandato e sicuramente non decidiamo in base al partito a cui appartiene se segnalare qualcuno o meno alla Magistratura. Usiamo sempre lo stesso metro. 

 

Voi siete stati critici sull'operato al vertice del Ministero pubblico del precedente procuratore generale John Noseda. Qual è il vostro bilancio dell'operato di Andrea Pagani, eletto due anni or sono?

Ricordo che per Andrea Pagani la sua capacità di dirigere il ministero pubblico era già stata in messa in discussione dai famosi audit, che poi erano stati presi e "gettati nella spazzatura". Ricordo anche che la sua era stata tutto fuorché un'elezione brillante. È abbastanza chiaro che Pagani rappresenta la continuità delle precedenti gestioni al Ministero pubblico e d'altra parte vi sono anche dei forti legami fra le due persone citate. È legato ai poteri forti di questo Cantone e di conseguenza svolge il suo ruolo in quest'ottica. 

 

In vista del rinnovo del mandato decennale dei procuratori pubblici ci sarà la vostra opposizione?

Credo che proprio che non lo voteremo, come non l'avevo votato al momento della sua elezione. 

Al di la delle persone però il discorso di fondo è politico. In questo Cantone, caratterizzato da una forte precarizzazione e anche da un abbassamento della moralità del padronato, ci vorrebbe una Magistratura molto più indipendente, in grado di avviare delle inchieste negli ambiti legati al mondo del lavoro, ma anche sulla violenza nei confronti delle donne e sulla criminalità organizzata. Al momento mi sembra che questa Magistratura gestisca le situazioni cercando di colpire qualche "ladro di polli", ma non chi più che i polli porta via l'intero pollaio. 

A tal proposito abbiamo recentemente inoltrato un'interpellanza riguardante un quadro dell'amministrazione pubblica del Dipartimento delle Finanze, il quale è sotto accusato dal Ministero pubblico. Da quanto si può capire nei suoi confronti si usano i guanti di velluto. È un’ulteriore conferma di come funzionala la Magistratura in questo Paese. 

 

Per quanto riguarda la Magistratura è stato licenziato dal Consiglio di Stato il messaggio per il nuovo Palazzo di Giustizia, che dovrebbe trovare sede nello stabile EFG di viale Franscini a Lugano. Si tratta di un progetto molto dispendioso, ovvero 86 milioni. Lo ritiene un investimento opportuno, considerando anche la fase critica in cui con tutta probabilità si troveranno le finanze cantonali in seguito a questa crisi?

Se ci sono degli investimenti che devono essere fatti è giusto farli, indipendentemente dal periodo in cui ci troviamo. Per quanto riguarda questo specifico messaggio si dovrà approfondire il dossier. Se una componente dell'amministrazione pubblica ha una necessità di avere una logistica che funzioni, non si può essere contrari per principio. Bisognerà capire se quanto intendono fare è la soluzione migliore.

Non vedo però nessuna ragione di principio per cui oggi non bisogna fare degli investimenti. Ricordo che per il momento, a seguito della pandemia, chi sta perdendo sono i dipendenti. Buona parte delle persone che lavorano percepiscono unicamente l'80% dello stipendio e la situazione sta diventando estremamente pesante. Le imprese non hanno ancora una volta perso nulla, con i finanziamenti ad “annaffiatoio" concessi. Se qualcuno deve pagare per eventuali spese che lo Stato ha dovuto sopportare, quelli sono i padroni. 

 

In tema di funzionari pubblici, cosa ne pensate della nomina dell'ex capo della Divisione azione sociale Renato Bernasconi, voi che eravate stati molto critici sul caso Argo 1?

Noi eravamo stati fra i più attivi nel denunciare la questione Argo 1. È evidente che Bernasconi ha una forte responsabilità politica su quanto successo. In un Paese normale in questi casi degli alti funzionari, se avessero un minimo di dignità, dovrebbero lasciare il posto. Cosa che per altro non ha nemmeno fatto il consigliere di Stato Paolo Beltraminelli. È stato poi il popolo a provvedere nel suo caso. Evidentemente un ente come la SUPSI non ha sicuramente fatto qualcosa di buono e rispettoso nei confronti della popolazione del Canton Ticino ad assumerlo quale direttore amministrativo. È la conferma di come funziona questo Paese: verso i dipendenti che commettono un errore non si usa nessun riguardo, invece quando sono i dirigenti a mostrare gravi lacune, non solo non subiscono conseguenze, ma addirittura gli si permette di accedere a posti importanti. La stessa cosa era accaduta con Claudio Blotti (ex direttore della Divisione azione sociale, ndr), che era un'altra delle persone protagoniste di quella vicenda, che è approdato alla direzione della FART, e nessuno ha pensato di chiedergli spiegazioni o di mettere in discussione la sua posizione. 

 

 

franniga