Liberta dei media e Giustizia: qual è la giusta alchimia?

Liberta dei media e Giustizia: qual è la giusta alchimia?

Ottobre 15, 2018 - 06:40
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Dibattito sulla libertà di stampa e la giustizia a Lugano.

Libertà di stampa e Giustizia: qual è il giusto equilibrio fra la libertà dei cittadini di essere informati (e dei giornalisti di scrivere) e la tutela delle informazioni private o sensibili (o “scomode”)?
A parlare a Lugano il 10 ottobre, ospiti dell’associazione Incontri Liberali presieduta da Mari Luz Besomi, erano il procuratore pubblico Nicola Respini, il giornalista Andrea Manna e il granconsigliere Plr Giorgio Galusero (già vicecomandante della polizia cantonale).
Un tema che in Ticino ha avuto i suoi “casi” anche recenti, basti pensare alla recente causa contro “Il Caffè” intentata dalla Clinica Sant’Anna in seguito agli articoli del domenicale sull’errore medico che ha portato all’amputazione dei seni a una paziente (poi vinta dai giornalisti de “Il Caffè”). O, ancora più recentemente, la vicenda del fotoreporter allontanato dalla polizia in occasione di una conferenza sulla migrazione a Chiasso.
Il dibattito in quel del Palacongressi si è articolato su quali informazioni è giusto e opportuno che diventino pubbliche. Ovviamente il giornalista e i due uomini di legge (ex nel caso di Galusero), erano piuttosto divergenti. Il più “duro”, su questo punto, è stato sicuramente Galusero, che ha lamentato eccessiva “invasività” dei media (non solo per quanto riguarda i processi, ma anche, ad esempio, i lavori delle Commissioni del Gran Consiglio), arrivando fino a rimarcare il fatto che i giornalisti siano l’unica categoria che possono rifiutarsi di rispondere alle domande di un magistrato se serve per proteggere una fonte. Tutela che non vale, ha ribattuto Manna, per casi gravi come omicidio o pericoli per la sicurezza dello Stato. Anche i media sono un potere e come tale hanno bisogno di un limite, in sostanza, ha detto il granconsigliere. Qual è questo limite però, ha chiesto Manna senza ottenere risposta. Per il giornalista de “la Regione” è comunque meglio un’eccesso di libertà, che una carenza. Anche il procuratore pubblico Respini, ha lamentato, in taluni casi, un’eccessiva intrusione mediatica nelle vicende processuali, riconoscendo comunque che nella maggior parte dei casi la collaborazione con la stampa funziona. Ovviamente anche la vicenda del caso Argo 1, “scoperchiato” dal servizio di Falò, è stata presa ad esempio. Qui, ha detto Manna, è grazie alla stampa che si è saputo cosa è successo.
Al dibattito si sono visti anche il presidente dell’Associazione Ticinese dei giornalisti Ruben Rossello, il probabile candidato al consiglio di Stato per il Plrt Alessandro Speziali, il sindaco di Gravesano Maurizio Anghileri, il consigliere comunale luganese del Plr Luca Cattaneo, … .