La UEFA prepara la rivoluzione dei diritti tv?

La UEFA prepara la rivoluzione dei diritti tv?

Dicembre 07, 2019 - 08:11
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In un futuro prossimo, la UEFA potrebbe trasmettere le partite di Champions League in streaming, attraverso un proprio canale Over-the-top content (OTT). A riportarlo è il portale specialistico "Calcio e Finanza", secondo il quale la UEFA starebbe studiando la possibilità di intraprendere questa strada. Il portale italiano ha ripreso delle affermazioni del Segretario generale dell'UEFA, Theodore Theodoridis, secondo il quale uefa.tv potrebbe essere trasformato in un vero e proprio canale OTT.
 
A far sì che la massima organizzazione calcistica europea cominciasse a pensare a un nuovo metodo - per permettere al pubblico la visione delle partite della vecchia Coppa dei Campioni, da intendersi quale fruizione di un servizio - è, probabilmente, perché le tradizionali emittenti, non sembrerebbero più disposte a investire massicciamente nei diritti televisivi delle partite di calcio.
 
Il sistema odierno si basa su delle aste - gestite dalla UEFA, paese per paese - tramite le quali un'emittente può aggiudicarsi il diritto di trasmettere le partite, per un periodo di tempo determinato. Per le pay-tv che oggi dominano queste aste, si pensi a Sky, la concorrenza sta aumentando. Sul mercato, infatti, ci sono nuove realtà, quali DAZN e Amazon. Pertanto è più complicato scaricare i costi sui consumatori. Il rischio per la UEFA, quindi, è che le aste future rendano meno di quelle passate.
 
Stando a un recente report di Enders Analysis, gruppo attivo nelle analisi dei media, "le scarse prospettive locali per le future aste riflettono venti contrari comuni a tutti i principali mercati della televisione a pagamento, nonostante le differenze nazionali: la crescita degli abbonati ha subito un rallentamento o un’inversione e i prezzi sono soggetti a pressioni al ribasso".
 
Per la UEFA, quindi, il modello di business futuro potrebbe ispirarsi alla Major League Baseball statunitense e alla sua MLB Advanced Media. Se per la UEFA ciò potrebbe permettere di mantenere alti gli introiti dalla vendita dei diritti tv, qualcosa potrebbe cambiare per i club. Non è un caso che tutte le principali società calcistiche europee, stiano da anni cercando di diversificare le loro fonti di ricavo. Si pensi, ad esempio, al Manchester United, tra i club più attivi su questo fronte. I Red Devils, infatti, dal 2006 al 2017 sono riusciti a portare i ricavi commerciali dai 47 milioni di sterline annui (il 28% del fatturato complessivo) a 276 milioni di sterline (il 48% del fatturato totale). Nello stesso periodo, invece, i ricavi dai diritti televisivi sono cresciuti soltanto da 47 milioni di sterline l'anno (il 29% di tutto il fatturato) a 194 milioni di sterline annui (il 33% del fatturato di tutta la società).
 
Se i principi che regolano i diritti tv dovessero mutare, non è detto che cambieranno in meglio, per le società sportive. Chi già si sta attrezzando nella diversificazione sopravviverà, mentre gli altri potrebbero vivere brutte annate.