La ripresa del PIL si è già interrotta

La ripresa del PIL si è già interrotta

Giugno 01, 2021 - 11:22
Posted in:

Dopo la ripresa nella seconda metà del 2020 il PIL torna a calare. Importante il calo nel settore della ristorazione e alberghiero. Bene solo l’industria.

Il PIL Svizzero è tornato a calare dopo la diminuzione vista lo scorso anno. A differenza dell’ultimo trimestre del 2020, in cui si è registrato un +0,1%. Nel primo trimestre del 2021 il PIL Svizzero è calato dello 0,5%, come informa oggi la SECO (Segreteria di Stato dell’economia).

“Nel settore dei servizi la creazione del valore è scesa in modo marcato a seguito dell’inasprimento delle misure anti-COVID”, spiega la SECO. “I consumi privati sono calati sensibilmente. L’industria invece ha registrato un forte sviluppo, evitando così una contrazione più significativa del PIL. Non c’è stato un crollo congiunturale paragonabile a quello della primavera del 2020”.

Particolarmente marcato il calo della ristorazione e del settore alberghiero. “Il settore alberghiero e della ristorazione ha fatto segnare un calo ancora più netto (−30,4 %) che nel trimestre precedente: le aziende della ristorazione non hanno potuto riaprire e i viaggi internazionali sono rimasti a un livello molto basso. Anche i settori arte, intrattenimento e attività del tempo libero hanno registrato un risultato trimestrale molto negativo (−5,1 %) in seguito all’inasprimento delle misure anti-COVID. Inoltre, il settore socio-sanitario (−3,0 %) ha registrato una flessione, in particolare per effetto del rinvio di interventi programmati”, spiega la SECO. “In linea con la minore mobilità della popolazione, anche nel settore dei trasporti e delle comunicazioni la creazione di valore ha avuto un andamento negativo (−0,9 %)”.

“Di conseguenza, nel 1° trimestre i consumi privati hanno subìto una netta contrazione (−3,3 %). Le spese per la ristorazione e le attività del tempo libero sono crollate. In compenso è aumentata la domanda di generi alimentari e di altri beni come le apparecchiature elettroniche. Il commercio al dettaglio è dunque rimasto relativamente stabile (−1,4 %) nonostante le chiusure temporanee. Nel complesso, il settore del commercio ha registrato un calo alquanto pronunciato (−4,8 %) a causa delle forti flessioni nel settore all’ingrosso”.

“Solo alcuni rami del terziario sono cresciuti nel 1° trimestre: i servizi finanziari (+2,6 %), grazie anche all’andamento positivo del commercio estero, e la pubblica amministrazione (+0,7 %). Tirando le somme, si è avuto un netto calo del valore aggiunto nel terziario; anche le esportazioni di servizi sono diminuite (−5,2 %). Durante la prima ondata, nella primavera del 2020, le perdite erano però state decisamente maggiori.

Nell’edilizia la creazione di valore è scesa leggermente nel 1° trimestre (−0,5 %), in linea con la stagnazione degli investimenti nel settore (+0,1 %). Gli investimenti in beni di equipaggiamento hanno registrato una lieve flessione (−0,4 %) dopo due trimestri positivi. Spinta dal forte calo dei consumi privati, nel complesso la domanda finale interna è diminuita in modo significativo (−1,8 %), rallentando anche lo sviluppo delle importazioni** (−0,1 %). I consumi pubblici sono stati l’unica componente della domanda a segnare un andamento positivo (+1,2 %)”.

“L’industria vanta un’evoluzione trimestrale molto positiva; sia la creazione di valore che le esportazioni hanno superato nel complesso il livello pre-crisi. A differenza della primavera 2020, nell’autunno/inverno 2020-21 le catene di approvvigionamento internazionali non si sono di fatto mai interrotte. Sostenuto dal forte aumento della domanda da parte di importanti partner commerciali come gli Stati Uniti e la Cina, il settore manifatturiero è cresciuto più dinamicamente nel 1° trimestre (+4,9 %) rispetto al trimestre precedente. A questo risultato hanno contribuito sia il settore chimico-farmaceutico che gli altri settori dell’industria manifatturiera più sensibili alle variazioni congiunturali. Di conseguenza è proseguita la ripresa di varie categorie dell’export, comprese quelle di orologi e strumenti di precisione, nonché di macchinari e metalli. Nel complesso, le esportazioni di beni sono cresciute sensibilmente (+1,5 %) nonostante la forte contrazione del commercio di transito. Nel 1° trimestre il settore industriale ha quindi svolto un ruolo chiave nel limitare il calo del PIL”.