La presidente del PLR Gössi: "ci vuole una prospettiva per uscire dalle chiusure"

La presidente del PLR Gössi: "ci vuole una prospettiva per uscire dalle chiusure"

Gennaio 27, 2021 - 12:01
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Intervistata sulla NZZ la presidente nazionale del PLR Petra Gössi critica il Consiglio federale, a cui mancherebbe una strategia per riaprire. Gössi lamenta anche una scarsa attenzione del Consiglio federale per il parere delle commissioni e delle consultazioni dei Cantoni. 

Il Consiglio federale dovrebbe avere una prospettiva chiara e comprensibile in merito alle prospettive di riapertura dopo le chiusure. In un’intervista pubblicata oggi dalla Neue Zürcher Zeitung la presidente nazionale del PLR Petra Gössi non lesina critiche, in particolare al “ministro della salute”, il consigliere federale socialista, a capo de Dipartimento federale degli Interni, il socialista Alain Berset, alla politica del Consiglio federale in tema di covid.

L’intervista parte dalla recente lettera, sottoscritta dai vertici di tutti i partiti rappresentati in Governo, in cui si chiedevano maggiori misure ai confini, con test e regole di quarantena più severe. Una presa di posizione che per certi versi ha sorpreso, visto che finora solo l’UDC aveva chiesto insistentemente di intervenire alle frontiere.

“Una cosa è chiara: il PLR vuole impedire a tutti i costi la chiusura delle frontiere”, esordisce Gössi. “Ma il blocco dovrebbe durare poco meno di un mese e finora non si è sentito nulla su come dovrebbero essere le misure di allentamento”. “Per questo motivo”, prosegue la presidente del PLR, “il Consiglio federale deve presentare uno scenario di uscita in modo che possiamo mostrare affidabilità e prospettive. Altrimenti entreremo subito nelle prossime chiusure. Le proposte in relazione ai confini intendono avviare questa discussione”.

Gössi critica l’utilizzo non sufficiente di test per individuare i contagiati. “Il governo federale deve intervenire qui”, dice alla Nzz. “Oppure abbiamo bisogno di test più veloci ed economici. Non può essere che i test di massa siano possibili in altri paesi e non da noi” e cita l’esempio grigionese come positivo. “Abbiamo bisogno di test di massa su tutta la popolazione, non solo nelle aziende”, prosegue. “Sarebbero particolarmente importanti negli anziani e nelle case di cura o negli ospedali”. Per Gössi “dobbiamo trovare un modo in Svizzera per uscire dal blocco in modo mirato. È compito del Consiglio federale elaborare una strategia per i prossimi mesi”. Gössi propone ad esempio “un sistema semaforico con diversi livelli, parametri chiari e linee guida epidemiologiche. Queste linee guida ci danno tutta la sicurezza in modo da sapere in quali circostanze potrebbe esserci un allentamento. Il consigliere federale Berset ignora questa possibilità dalla scorsa primavera”, dichiara.

Interpellata in merito alla posizione fino a ora poco profilata del PLR in merito alle chiusure, Gössi risponde che “prima dell'ultima decisione del Consiglio federale, nella Commissione di politica economica ci siamo espressi chiaramente contro la chiusura dei negozi. I consiglieri di Stato PLR si sono espressi criticamente nella consultazione cantonale e la maggioranza dei cantoni era contraria all’obbligo dell’home-office. Il Consiglio federale non ha tenuto conto del parere della Commissione” e dei Cantoni. “Questo è problematico”, dice Gössi. “Il Consiglio federale farebbe bene ad ascoltare di più le commissioni. Dopo la crisi, mi aspetto un'analisi approfondita”.