La pandemia accelera i cambiamenti: dalla rivoluzione dei diritti tv alla superlega europea

La pandemia accelera i cambiamenti: dalla rivoluzione dei diritti tv alla superlega europea

Aprile 11, 2020 - 14:52
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Lo scorso 7 dicembre avevamo affrontato il tema dei diritti tv nel mondo del calcio (vedi qui). A suscitare l'interesse di questa rubrica fu un'affermazione di Theodore Theodoridis – Segretario generale dell'UEFA – secondo il quale la massima organizzazione calcistica europea dovrebbe dotarsi di un proprio canale Over-the-top content (OTT), per trasmettere in streaming le partite di Champions League. Si è trattata di un'affermazione importante, perché indirettamente mostrava una perdita di redditività delle classiche aste per la vendita dei diritti televisivi delle partite di calcio.

A pochi mesi dall'uscita di Theodoridis, la UEFA ha deciso l'ampliamento dei servizi disponibili su uefa.tv, dove oggi è possibile trovare partite storiche e documentari. L'obiettivo sarebbe quello di offrire un servizio streaming usufruibile dai molti tifosi che, da un lato, si trovano costretti a casa, a causa della pandemia di COVID-19; e dall'altro, non hanno nuove partite da vedere, conseguentemente alla chiusura delle competizioni internazionali e di quasi tutti i campionati. Come riportato dal portale italiano Calcio e Finanza, il responsabile della trasformazione digitale di UEFA, Craig Hepburn, ha dichiarato di essere «orgoglioso del team, che ha lavorato 24 ore su 24 per fornire un calendario completamente nuovo di partite storiche per i fan, in questo momento in cui lo sport live è sospeso». Per poter più facilmente entrare in contatto con l'utenza, il servizio uefa.tv è stato incluso ai pacchetti di Apple TV, Android TV e Amazon Fire TV Stick.

Come scritto in apertura di questo articolo, però, il processo di sviluppo di un canale OTT della UEFA era in corso prima che l'Europa venisse colpita dalla pandemia. Il coronavirus, quindi, non ha dato vita a questa innovazione in sé, ma ha semplicemente permesso l'accelerazione di un processo già in corso.

Il COVID-19, inoltre, sta involontariamente sostenendo un altro fenomeno da tempo in cantiere e di cui più volte abbiamo parlato: la superlega europea (vedi qui). Con il blocco dei campionati, infatti, molti club – soprattutto quelli più piccoli – rischiano di andare in fallimento, a causa del mancato introito dei diritti televisivi (vedi qui). Se le varie competizioni nazionali non dovessero ripartire in tempo per terminare la stagione in corso, non sarebbe fuori luogo ipotizzare che – con l'inizio dei nuovi tornei – il numero di club diminuisca. Ad esempio, una Serie A e una Premier League a 16 o 18 squadre, anziché le attuali 20. Si tratta di uno scenario che comporterebbe una riduzione delle partite da giocare, liberando conseguentemente tempo e spazio per una novità. Cosa c'è di meglio della superlega europea, per occupare il tempo?

 

TM