La “Nuova LASA” avrà (anche) soldi pubblici? Ecco cosa dicono i referendisti

La “Nuova LASA” avrà (anche) soldi pubblici? Ecco cosa dicono i referendisti

Maggio 08, 2020 - 14:56
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Dopo la liquidazione della Lugano Airport SA (LASA) si è aperta la fase di transizione che dovrebbe portare l’aeroporto ad una gestione da parte dei privati. All’ipotesi che comunque l’ipotetica nuova società possa avere un contributo dell’ente pubblico possiamo già dare per scontata l’opposizione delle forze che hanno promosso i referendum? Lo abbiamo chiesto ai diretti interessati.

Quale futuro per LASA? Dopo l'annuncio che la società che attualmente gestisce lo scalo di Lugano-Agno andrà in liquidazione si è aperta la fase di transizione, in cui lo scalo passerà direttamente sotto la gestione della Città (rimane da capire se anche l'attuale direttore Maurizio Merlo verrà assunto dal Comune), per poi avviarsi verso la gestione da parte di privati. Ma una futura "nuova LASA", a capitale privato, avrà comunque una parte, magari minoritaria, controllata dall'ente pubblico? La situazione è in evoluzione e i contorni sono da definire, ma quella di un supporto dell'ente pubblico, in particolare da parte della Città di Lugano, non è da escludere e addirittura da qualcuno auspicato. 

Ma un ulteriore investimento pubblico nell'aeroporto, vedrebbe nuovamente la contrarietà del fronte che ha promosso i due referendum sui messaggi cantonale e comunale che si sarebbero dovuti votare il 26 aprile? È ipotizzabile un nuovo finanziamento pubblico all'aeroporto, chiediamo alla capogruppo socialista a Lugano e granconsigliera Simona Buri? "No, gestiscano i privati, che dovranno pagare un affitto alla Città per l'utilizzo dei sedimi", ci dice Simona Buri (che si esprime qui a titolo personale). "Una partecipazione pubblica significa che si dovranno nuovamente iniettare fondi. Non mi pare il caso". Quella del "basta finanziamenti pubblici" all'aeroporto era la posizione dei socialisti, che invece non si opponevano "tout court" all'esistenza dell'aeroporto. 

"Noi l'abbiamo sempre detto: siamo per la chiusura tout court dell'aeroporto, dunque né gestione pubblica né gestione privata, tantomeno nessun contributo", ci dice invece il granconsigliere dell'MPS (Moviemento per il socialismo) Matteo Pronzini. "L'aeroporto va chiuso e non c'è assolutamente bisogno di spendere più un franco per questa struttura", 

Per quanto riguarda i Verdi "lo senario migliore era la dismissione dell'aeroporto, cosa che chiediamo già da diversi anni", ci dice il capogruppo dei Verdi a Lugano e granconsigliere Nicola Schönenberger. "Siamo ancora di più dell'opinione che l'ente pubblico debba riflettere per un futuro di quel sedime senza attività aeroportuali", prosegue. "La nostra proposta non è mai stata dunque quella del trapasso ai privati, ma la dismissione e la pianificazione di un futuro per il sedime". Un trapasso ai privati con partecipazione pubblica dunque, ci dice Shönenberger, "non è quello cha auspichiamo". Ma d'altra parte, prosegue il granconsigliere dei Verdi, qualora non dovesse passare la linea della dismissione, "in una nuova società di gestione dell'aeroporto, che in una forma o in un'altra l'ente pubblico sia presente di per sé è auspicabile. L'ente pubblico è il proprietario del sedime e dovrà chiedere un affitto. Non dico che ci debba essere una società partecipata, ma è importante che l'ente pubblico abbia qualcosa da dire in questa attività, visto che le attività aeroportuali hanno un grosso impatto sulla popolazione a livello di inquinamento e rumore. Mi spaventa l'ipotesi di una società privata che possa fare il bello e il cattivo tempo. È importante dunque una presenza forte dell'ente pubblico, anche se si dovrà valutare in che forma, tramite una partecipazione azionaria o degli accordi che siano molto stringenti".