La clava e la recessione forse ci sono, la commissione d'inchiesta e Rossana Rossanda purtroppo no

La clava e la recessione forse ci sono, la commissione d'inchiesta e Rossana Rossanda purtroppo no

Settembre 27, 2020 - 22:33
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

La clava del Consiglio della Magistratura

Questa settimana abbiamo pubblicato un importante approfondimento nella rubrica Malleus Maleficarum, curata da Filippo Contarini (leggi qui). Partendo dalla "bocciatura" di alcuni procuratori pubblici da parte del Consiglio della Magistratura, Contarini ha ricostruito il percorso storico che ha portato all'attuale sistema di scelta dei magistrati, in Ticino. Si tratta di un tema spinoso che arrischia di andare oltre l'organizzazione della giustizia e dei suoi rapporti con il Gran Consiglio. Infatti, quella affrontato in Malleus Maleficarum è una questione che arrischia di impantanarsi nelle logiche di potere e nei rapporti di forza tra i partiti e tra gli studi di avvocatura. Si tratta di una materia importante, ma che potrebbe portare troppo lontano dal cuore del dibattito. L'intelligenza di Contarini, quindi, sta nella premessa al suo articolo: "non voglio qui discutere se il Consiglio della Magistratura abbia fatto "bene" o "male" a dare quelle valutazioni ai suoi procuratori".

Come spiegato da Contarini, una volta "era la Magistratura a lamentarsi della clava del parlamento", ovvero del controllo che il potere legislativo poteva operare sul potere giudiziario. Oggi, invece, "sembra quasi che il Consiglio abbia messo il parlamento con le spalle al muro". Si tratta di un contesto caotico. Per sbloccare la situazione - non tanto quella particolare, legata all'attuale caso dei magistrati "bocciati", ma quella generale - Contarini propone "un Consiglio che abbia sì competenze di nomina dei magistrati e le famose competenze disciplinari, ma i membri di questo consiglio devono essere eletti dal popolo".

Per rafforzare la sua argomentazione, il teorico del diritto Contarini ha scritto anche un articolo che abbiamo pubblicato nella sezione Ospiti (leggi qui). Di questo secondo articolo, vogliamo riprendere due passaggi che, chi vi scrive, ritiene importanti e in grado di ben riassumere la questione (il grassetto è stato inserito dal redattore):

"Uno dei problemi sta nella composizione del Consiglio della magistratura, che non le garantisce lautorità necessaria. Da un lato gli “esterni” sono eccessivamente esterni, dall’altro gli “interni” sono troppo interni. Non siamo in Italia, dove il CSM si occupa di migliaia di persone, qua ci si conosce tutti, bisogna pensare garanzie diverse per la vigilanza".

"Il problema di fondo è che in Ticino non si capisce se la Magistratura sia un Potere autogestito oppure un organo che sottosta al Parlamento".

Su questo argomento andrebbe aperto un serio e approfondito dibattito pubblico.

 

Lo spettro di un nuovo lockdown

Nella rubrica WOW - Immagini che parlano abbiamo voluto sottolineare l'aumento del numero di casi di coronavirus, così come il numero di test effettuati (leggi qui). Come specificato nell'articolo, "a differenza che in passato il numero di positivi non è calato in corrispondenza dell’aumento di test. Si è in altre parole conosciuto un aumento del numero di casi sostanzialmente più marcato che in passato". Il pensiero non può che correre all'immagine di un nuovo lockdown - di cui già si parla in altri paesi europei - e alle conseguenze che esso potrebbe avere.

Come spiegato nella rubrica Boomerang - Repeat and Recycle, oggi sembra certo che "lo scenario di un rallentamento dell'economia sia dovuto interamente o quasi alla pandemia di COVID" (leggi qui). Come spiegava Kristalina Gheorghieva (direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale) già nel settembre 2019, le prospettive dell'economia globale non erano positive. Certamente non si poteva ancora pensare alla pandemia, ma oggi potrebbe essere lecito pensare che il coronavirus abbia scoperchiato un pentolone già ricco di problemi.

 

La montagna ha partorito il topolino

"È proprio una Cpi che deve verificare se ci sono state o meno "omertà" all'interno dell'apparato dello Stato!". Lo abbiamo scritto nella rubrica Schegge (leggi qui), parlando del caso del funzionario del DSS. Capire come è potuto succedere quel che è accaduto, indipendentemente dai risvolti penali, sarebbe stata un'occasione per lo Stato, per individuare delle falle nel suo funzionamento. Forse, sarebbe stato il minimo.

 

Senza Rossana Rossanda abbiamo ulteriormente perso la capacità di leggere il mondo che cambia

Domenica scorsa è scomparsa Rossana Rossanda, giornalista - tra le fondatrici de Il Manifesto - ma anche politica e soprattutto analista. A lei abbiamo dedicato un articolo della rubrica Ultima Parola (leggi qui), ricordando una parte della sua biografia e ricordandoci che abbiamo perso una donna brillante, capace di analizzare la modernità e i suoi cambiamenti. Come scritto provocatoriamente nel titolo dell'articolo, "noi dobbiamo accontentarci della società liquida".

A Rossana Rossanda, però, abbiamo dedicato anche una puntata di Amarcord, proponendo un documentario su di lei, realizzato dalla Rai (vedi qui).

 

Buon inizio di settimana

TM