La candeggina fa litigare le sorelle

La candeggina fa litigare le sorelle

Agosto 02, 2020 - 13:22
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Il gruppo Angelini (Amuchina, Pampers, Moment) è al centro di una disputa ereditaria fra le figlie del patron Francesco Angelini. La secondogenità ha denunciato la terzogenita, accusandola di aver approfittato delle precarie condizioni di salute del padre per ottenere il controllo della società.

Ogni tanto nel ricambio generazionale all’interno dell’azienda di famiglia non tutto funziona nel migliore dei modi. È il caso del gruppo Angelini, uno dei colossi del settore sanitario-farmaceutico italiano. Fra i suoi marchi più noti vi sono Tachipirina, Moment, nel settore della cosmesi e dell’igiene personale ad esempio i pannolini Pmampers e gli assorbenti Lines, nonché ilé disinfettante andato a ruba in Italia con all’inizio della crisi del covid: l’Amuchina.

La maggioranza assoluta delle quote azionarie è passata dal patron Francesco Angelini all’ultima delle tre figlie. Ora emergerebbero però all’interno della famiglia forti dissidi, fra le tre sorelle (che hanno lo stesso padre ma madri diverse), come riporta il Corriere della Sera. Una lite che avrebbe ragioni ereditarie e sfociata in un’indagine della Procura di Velletri nei confronti di Thea Paola Angelini, terzogenita di Francesco, e del marito Sergio Marullo di Condoianni, in seguito alla denuncia da parte  di Maria Gioella Angelini,  secondogenita di Francesco e della ex moglie Maria Stella nel 2019. La Procura ipotizza che “abusando dei rapporti di parentela e affinità, nonché dello stato di infermità e deficienza psico-fisica di Angelini Francesco”, i due lo abbiano indotto a “sottoscrivere numerosi atti anche di disposizione patrimoniale”,  “mediante violenze morali e coazioni psichiche, nonché violenze fisiche consistite nella indebita somministrazione di medicinali tranquillanti, e nello stressarlo emotivamente nei periodi immediatamente successivi a ricoveri ospedalieri dell’Angelini”, riporta il Corriere della Sera. Per settembre è previsto un referto del medico legale per accertare "le condizioni psicofisiche della parte offesa Francesco Angelini, sia attuali che pregresse*, al fine di verificarne “la capacità di intendere e di volere, le attuali capacità cognitive e la possibilità di essere ascoltato e rendere dichiarazioni utili all’accertamento dei fatti”, spiega il Corriere della Sera.

La nomina a vicepresidente del Gruppo di Thea Paola Angelini (allora 29enne) risale al 2015. Nel marzo 2016 Maria Gioella Angelini rifiuta una liquidazione di 180 milioni di euro, spiega il Corriere della Sera. Nel luglio del 2016 avviene la cessione della proprietà da Francesco a Thea con diritto di voto del 52% della Angelini Finanziaria Spa. Maria Gioiella sostiene che il padre ha negato di aver mai sottoscritto la donazione. Poi nel 2017, spiega il Corriere della Sera, il padre “firma nella villa di Grottaferrata, davanti a un notaio e due guardie del corpo, un Patto di famiglia che assicura a Thea il 100 per 100 della «nuda proprietà» delle quote, da accompagnarsi con buonuscite alle altre due figlie di 480 milioni ciascuna. La primogenita Maria Francesca accetta, ma Gioella rifiuta e l’accordo salta. Cinque giorni dopo Francesco Angelini è costretto a un nuovo ricovero «in fin di vita» (di cui Gioella viene avvisata in ritardo da Thea), che lo porterà a due interventi chirurgici”. A marzo del 2017 Francesco divide il restante 48% delle azioni fra le figlie. Thea passa al 68%, mentre “alle altre due restano il 16 per cento ciascuna: Maria Francesca lo intasca insieme a una donazione di 300 milioni, mentre Gioella continua a dire no. «L’atto di definitivo passaggio del Gruppo Angelini nelle mani di Thea», scriverà nella denuncia, si consuma «approfittando di una sempre più aggravata confusione mentale di mio padre e di tutte le azioni di violenza morale e pressione», esercitate in precedenza”, spiega il Corriere.