La bomba sul treno. Scuole chiuse: "catastrofe generazionale"

La bomba sul treno. Scuole chiuse: "catastrofe generazionale"

Agosto 04, 2020 - 17:00
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Due giorni or sono, il 2 di agosto 2020, cadevano i 40 anni della Strage di Bologna, forse il più grave degli attentati che hanno colpito l’Italia durante gli “Anni di Piombo”. Su Ticinotoday abbiamo dedicato alcuni articoli a quell’avvenimento, l’esplosione della bomba che provocò la morte di 85 persone alla stazione di Bologna (vedi qui).

Oggi invece cade l’anniversario di un altra strage, inserita nello stesso contesto di “strategia della tensione”, avvenuta sei anni prima: quella dell’Italicus, un treno che transitava a San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, su cui esplose una bomba che uccise 12 persone nella notte fra il 3 e il 4 di agosto, alle 01:23. Anche per questa strage, come per le altre degli Anni di Piombo, le indagini furono lunghe e travagliate, fra i tentativi di depistaggio, servizi segreti “deviati”, collegamenti con la loggia P2, ecc. Per questa strage, a differenza di quella di Bologna, non si giunse mai nemmeno a una condanna degli esecutori materiali. Furono incriminati diversi esponenti neo-fascisti, ma furono poi assolti, anche se furono accertati generici legami con organizzazioni di estrema destra e la P2. Come per altri “misteri” italiani di quegli anni, la verità (processuale) e la giustizia rimangono ancora negate.

Sul fronte del covid oggi per il Ticino è stata una giornata positiva: zero contagi registrati e zero decessi. Non così in Svizzera, dove si sono registrati 130 nuovi contagi, 6 ospedalizzati e un decesso. Numeri che sono però ancora lontani dai picchi dei mesi di marzo-aprile. In questa fase della pandemia si fa un gran discutere del ruolo della “vita notturna” (leggasi giovani) quali “untori” del contagio. L’Ufficio federale della sanità pubblica ha rimediato una non bellissima figura quando ha dovuto comunicare che aveva sbagliato a indicare nelle discoteche e nei pub la principale fonte del contagio (vedi qui). Stando alle statistiche corrette di luglio sarebbe invece l’ambito famigliare quello dove si registrano più contagi. Fatto sta che sulla questione dei giovani si continua a “martellare”. Ma c’è anche chi dice che è un “bene” che i giovani si contagino (vedi qui), a patto che “stiano lontani” dai parenti più anziani.

Dei giovani ha poi parlato oggi anche il segretario dell'ONU Antonio Guterres, che ha invitato a fare tutto il possibile per rimandare i ragazzi a scuola. Secondo il segretario dell'ONU sarebbero un miliardo i giovani che non sono potuti andare a scuola a luglio: una "catastrofe generazionale".

Per il Ticino, si avvicina la data del 10 agosto, entro cui il DECS (Dipartimento educazione cultura e scuola) comunicherà se e come si tornerà nelle classi a fine mese.