Il Ticino "batterà" (cripto)moneta?

Il Ticino "batterà" (cripto)moneta?

Marzo 08, 2019 - 13:41
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Un'interrogazione per "sondare" la possibilità di un maggior sostegno del Cantone al settore della criptomoneta. Il granconsigliere Paolo Pamini, insieme agli ideatori di TicinoCoin, ha presentato oggi un atto parlamentare per sostenere la criptomoneta ticinese.

Una valuta complementare al franco svizzero, legata al suo corso. Un “bitcoin in salsa ticinese” e una moneta locale utilizzabile solo in Ticino. Oggi a Lugano è stata presentata un’interrogazione promossa dal granconsigliere Udc Paolo Pamini che chiede che il Cantone si impegni nella creazione di una criptomoneta ticinese, il cui "embrione" è stato individuato nel progetto TicinoCoin.
Come noto in Svizzera sul fronte della bockchain, la tecnologia alla base delle criptomonete, ci si sta già muovendo, ad iniziare dalla “criptovalley” che si è sviluppata attorno a Zugo (che ha beneficiato della presenza della fondazione che gestisce Ethereum, attualmente la seconda criptomoneta per capitalizzazione a livello globale). In Svizzera, ha spiegato Pamini, questo settore del fintech, con la presenza di numerose aziende, si è sviluppato anche in corrispondenza delle principali piazze finanziarie. Zurigo, Ginevra e in Ticino. “Sarebbe peccato se anche la piazza finanziaria ticinese non cogliesse questa opportunità”, ha osservato Pamini, nella conferenza stampa ospitata da Lars Schlichting e da Eidoo Sagl. Un opportunità sì economica, ma anche un mezzo per promuovere un’economia sostenibile sia in termini sociali che ambientali. A presentare il TicinoCoin il suo ideatore (assieme a Met Gubetini) Michele Fiscalini , che ha evidenziato anche la valenza sociale e ambientale che vuole avere questa criptomoneta, nata nel 2014 sui iniziativa di semplici "cripto-entusiasti".
In Ticino nel settore delle criptomonete c'è l’esperienza di Chiasso. Presente in rappresentanza di Cryptopolis, associazione a sostegno dello sviluppo del settore della blockchain e del fintech nato nell’”ecosistema” di Chiasso, c’era il suo vicepresidente Athos Cereghetti. Fra le problematiche che si possono riscontrare nel settore delle criptomonte, ha spiegato Cereghetti, c’è quello della possibilità di accedere ai servizi bancari (a partire dall’apertura dei conti). Vi è ancora una certa diffidenza del mondo bancario verso la parola cripto, è stato detto anche da Fiscalini.
A parlare anche Michele Ficara, editore di Assodigitale, nonché consulente in ambito di blockchain. Ficara ha osservato come proprio in questi mesi molti altri Paesi si stiano muovendo con misure in questo settore. Il successo di Zugo, ha osservato il consulente, è basato su un forte supporto da parte dell’ente pubblico. Supporto basato sulla consulenza e il coaching, ma anche su misure di defiscalizzazione volte a promuovere il settore (defiscalizzazione degli investimenti in start up del settore, o suoi guadagni generati da blockchain). Fuori dalla Svizzera sono molti i Paesi che si avviano verso la promozione di questo settore. Recentemente l’Italia, Malta, San Marino, la Francia, … . Dunque “il Ticino e la Svizzera, che sono arrivati per primi e si sono posizionati bene, devono continuare a correre”, ha detto Ficara.
La palla passa ora dunque, con l’interrogazione di Pamini, al Governo, che dovrà esprimersi sulla materia. I firmatari dell’atto parlamentare, oltre a Pamini sono (qualcuno potrebbe ancora aggiungersi prima dell'inoltro formale) per il Plr, i granconsiglieri Fabio Käppeli e Matteo Quadranti, per la Lega Boris Bignasca, per il Ppd Marco Passalia, per l’Udc Sergio Morisoli e Franco Denti. Fra le sigle a sostenere l’iniziativa si annoverano fra gli altri la Città di Chiasso e, da Campione d’Italia, l’associazione Campione 4 Innovation, oltre a 11 imprese del settore fintech e altre 14 in altri settori.
L’interrogazione mira innanzitutto a far sì che il Governo si esprima su quanto si sta muovendo nel settore della blockchain in Ticino e quali forme di sostegno sono immaginabili da parte dello Stato, ha spiegato Pamini. Nel concreto, partendo dalle proposte più "light", il Cantone potrebbe consentire (sulla scia di quanto fatto da Chiasso) il pagamento di oneri e tasse varie tramite criptomoneta, patrocinare TicinoCoin con una partecipazione a un'apposita fondazione, fino ad spingersi, con un ruolo ancora più attivo, all'ipotesi di vedere addirittura Banca Stato quale emittente del TicinoCoin.