Il Plr perde, il Ppd delle "geometrie variabili" vince. Rimangono i campioni uregiat

Il Plr perde, il Ppd delle "geometrie variabili" vince. Rimangono i campioni uregiat

Settembre 16, 2019 - 22:58
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Oggi in Parlamento il piatto forte era la nomina del segretario del Gran Consiglio. Il Ppd, alleandosi con la Lega, ha vinto. L'ex partitone è rimasto a bocca asciutta

Interessante la giornata di oggi in Gran Consiglio. Come anticipato dal nostro "Anteprima" di oggi, il candidato del Ppd. Veronelli, sostenuto dalla Lega, ma non solo, alla carica di segretario del Parlamento, è prevalso sul candidato liberale Capelli. 
Il bilancio che si può fare della seduta di ieri del legislativo cantonale è che l'alleanza fra Ppd e Plr per le elezioni federali, che ha portato alla svolta storica della congiunzione delle liste dei due partiti una volta antagoniste, ora amiche, non funziona in Gran Consiglio, quando c'è da accappararsi nomine e affini. Il Ppd ha dimostrato di amare il concetto coniato da Remiggio Ratti molti anni fa di "alleanze a geometrie variabili", mentre il Plr rimane solo nel difendere il proprio candidato.
Come abbiamo già scritto qualche ora fa, l'ex partitone è isolato, incapace di trovare sponde ed alleanze negli altri partiti, invece gli azzurri si sono dimostrati ancora una volta i campioni quando bisogna fare gi uregiat. Il Ppd ha saputo andare a raccogliere i voti della Lega e di pezzi di sinistra in Gran Consiglio per far vincere il proprio candidato alla carica di segretario del legislativo.
Dunque gli azzurri con la tattica seguita oggi in Parlamento hanno fatto capire che la congiunzione per le elezioni federali è un'alleanza tecnica o poco più, che il matrimonio con i liberali è ancora abbastanza lontano, che loro ragionano nel fare alleanze a 360 gradi e che non si sentono particolarmente vincolati ai liberali (anche se salveranno il loro secondo seggio al Consiglio nazionale proprio grazie ai voti del partito di Caprara).
Ora per i liberali è arrivato il momento di stare in campana. Infatti per loro non è importante il 20 ottobre (quando si elegge il Consiglio nazionale), visto che sono certi di riconfermare i loro due seggi (poi non sanno chi saranno i due eletti, ma sicuro che due consiglieri nazionali li faranno), bensì il 10 novembre, quando ci sarà il secondo turno, quello che veramente conta, per il Consiglio degli Stati, dove il loro candidato, Giovanni Merlini, dovrà contare su un importante sostegno elettorale da parte della base del Ppd.
E se alla fine l'elettorato Ppd, incassato il 20 ottobre la riconferma del loro secondo seggio (vedremo poi se con l'uscente Marco Romano, o se con Michele Moor o Sabrina Gendotti), il 10 novembre votasse piuttosto che per Giovanni Merlini, per un Marco Chiesa (che a prescindere dal cognome, che sicuramente rassicura la base Ppd, ha molti rapporti con alcuni esponenti popolaridemocratici)? La nomina di Veronelli potrebbe essere solo l'inizio della grande tattica del Ppd. Al 10 novembre sapremo quanto la relazione d'amore fra Plr e Ppd sia solida. Quello che è certo, che casomai Merlini non ce la facesse ad entrare al senato, Caprara dovrà dare le dimissioni da presidente.