Il petrolio si impenna, ecco chi ci guadagna

Il petrolio si impenna, ecco chi ci guadagna

Settembre 16, 2019 - 17:14
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Non tutti si sono accorti che ora il principale esportatore di petrolio sono gli Usa. E potrebbero aver fatto il passo più lungo della gamba...

Dopo l'attacco alle strutture petrolifere in Arabia Saudita, che ha causato il dimezzamento della produzione di Riad, come prevedibile, iniziano le speculazioni su possibili retroscena per ora ignoti della vicenda. In molti ad esempio hanno notato la coincidenza (in pochi giorni) delle dimissioni/licenziamento del "falco" John Bolton (sostenitore della linea dura contro l'Iran) quale consulente speciale per la sicurezza da parte di Trump (che negli ultimi tempi aveva dato segnali di distensione verso Teheran) e l'attacco al petrolio saudita (che poi il segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha imputato all'Iran).

Ora, mentre aleggia la domanda se siamo di fronte a uno "shock petrolifero", il sito Business Insider si è chiesto una semplice domanda: "chi ci guadagna di più da un aumento del prezzo del petrolio?".

La risposta non è quella che ci si potrebbe aspettare. Infatti nel 2019 è avvenuta una prima storica: come emerso in occasione dell'ultima riunione dell'Opec, il "cartello" dei produttori di petrolio, gli Stati Uniti hanno superato la Russia e l'Arabia Saudita quali principali esportatori di petrolio al mondo. Ciò è dovuto principalmente alla rivoluzione portata dallo shale oil, ma anche da importanti investimenti per il trasporto del petrolio dei giacimenti texani e del New Mexico verso la costa. "Il comparto energetico, l’Oil and Gas, stava tramutandosi infatti nell’elefante nella stanza dell’obbligazionario Usa ad alto rendimento", scrive Business Insider, "la più classica delle crisi da finanziarizzazione estrema di un asset. Stando infatti a un’inchiesta del Wall Street Journal, la cosiddetta shale revolution starebbe conoscendo le prime ingloriose conseguenze di un eccesso di indebitamento, lo stesso che paradossalmente ha però reso possibile lo storico sorpasso sull’export".