Il Cile post dittatura: ritorno alla natura?

Il Cile post dittatura: ritorno alla natura?

Agosto 02, 2018 - 16:45

Potremmo definirla una comunità hippy post litteram quella ritratta nel film cileno Tarde para morir joven della regista Dominga Sotomayor, alle 16.30 in proiezione al Fevi.

 

Il punto di riferimento temporale è la fine della dittatura di Pinochet ma, come tiene a precisare la regista in conferenza stampa, nel film non ci sono riferimenti né storici né politici poiché il suo intento era quello di non dare alcuna collocazione temporale precisa.
Nel film - aggiunge- vengono cancellati i confini tra animali e uomini, tra interni ed esterni - infatti è girato in un bosco ai piedi delle Ande cilene, la piccola comunità, simile a quella in cui lei e la sua famiglia hanno vissuto, vive per lo più in capanne dove il dentro e il fuori si confondono- e si vuole mettere in crisi il senso della proprietà.

Tuttavia il film indugia su dettagli della vita quotidiana della comunità, ma di per sé non racconta alcuna storia. Si intuiscono i primi amori giovanili, le delusioni, il dolore per una madre assente e la difficoltà di trovare un posto nel mondo a cui, quella che dovrebbe essere la protagonista, si sta affacciando; ma l’indugiare eccessivo della macchina da presa su particolari insignificanti, il ritmo lento della ripresa e del montaggio sfilacciano una storia già poco solida, creando nello spettatore smarrimento per un’inconsistenza che si fa sempre più tangibile durante i 110 minuti di proiezione.