Il Caffè: Swiss Life in "pressing" per vendere il Mizar

Il Caffè: Swiss Life in "pressing" per vendere il Mizar

Novembre 18, 2018 - 07:32
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La compagnia assicurativa, attuale proprietaria dello stabile che dovrebbe ospitare il futuro polo del medtech, ha scritto al Municipio di Lugano: vuole sapere le tempestiche dell'acquisto.

Swiss Life preme per chiudere al più presto la vendita dello stabile Mizar di Lugano. L'attuale proprietario dell'edificio ha infatti scritto questa settimana al Municipio di Lugano, come riferisce oggi Il Caffè, per sapere chi e quando acquisterà lo stabile. Come noto la struttura doveva essere acquistata dalla Città di Lugano e dal Cardiocentro per installarvi un polo del medtech. Come altrettanto noto il Cardiocentro nell'ultimo anno ha mostrato più di una titubanza nel procedere con l'acquisto, 48 milioni di franchi (compresi 8 milioni per le ristrutturazioni), di cui 10 a carico del Cardiocentro. Swiss Life, riferisce il domenicale, chiede di sapere entro gennaio 2019 quando il Cardiocentro firmerà la convenzione per l'acquisto. Sullo sfondo ovviamente v'è la vertenza fra Ente cantonale ospedaliero e Cardiocentro. La fondazione della struttura sanitaria luganese deve secondo gli statuti sciogliersi nel 2020 e il Cardiocentro confluire nell'Eoc. Ora bisognerà aspettare l'esito dell'iniziativa promossa dai sostenitori del Cardiocentro, che ha raccolto le necessarie firme (su cui però, scrive Il Caffè nell'articolo di Patrizia Guenzi, non è ancora detto che si vada a votare, poichè "la richiesta dell’iniziativa potrebbe non essere applicabile dal punto di vista legislativo, sia perché in queste settimane Eoc e Cardio sono tornati al tavolo delle trattative").
La Città di Lugano, fra l'incudine e il martello, ha ipotizzato la partecipazione di privati in alternativa al Cardiocentro per l'acquisto. Ciò tuttavia potrebbe risultare problematico dal punto di vista dei futuri finanziamenti pubblici all'attività di ricerca. Infatti, scrive Il Caffè, "la presenza nell’operazione immobilare oltre che della Città, del Cantone che parteciperà dando una propria garanzia finanziaria attraverso Banca Stato, ed eventualmente del Cardiocentro, assicura futuri finanziamenti pubblici all’attività di ricerca. Ma al contrario, se nell’operazione dovessero entrare capitali privati quei finanziamenti sarebbero a rischio".