Il Caffè: "Il Mizar non serve più"

Il Caffè: "Il Mizar non serve più"

Marzo 24, 2019 - 03:04
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Il Mizar rischia di rimanere vuoto ancora a lungo. Per il capodicastero finanze di Lugano Michele Foletti, come dichiara a Il Caffè, "o si trovano dei privati interessati a subentrare nel progetto, o tanto vale lasciar perdere". Si stanno valutando ubicazioni alternative.

Il progetto di polo del settore biomedico nell'edificio Mizar sembra essere ad un punto fermo. Oggi il Caffè riporta che da parte della città si stanno valutando sedi alternative per gli spazi destinati alla promozione di questo settore. Lo scorso dicembre dall’incontro tra i rappresentanti del Municipio di Lugano, del Cardiocentro e dell’Università della Svizzera italiana era emerso un certo entusiasmo sul progetto. Ora invece sembra che la dirzione sia opposta. "Da allora non è avanzato nulla",  dichiara Giorgio Giudici, presidente del Consiglio di fondazione del Cardiocentro, citato nell'articolo di Andrea Stern. "Si attende che qualcuno faccia una mossa, ma non si sa bene chi dovrebbe fare questa mossa". Giudicci dichiara che "da parte nostra posso solo confermare che i cinque milioni di franchi sono stati depositati" ma "altro però non è stato fatto".
"L’ex sindaco di Lugano non lo dice, ma in realtà sembra che il Cardiocentro qualcosa abbia fatto: si sarebbe ritirato", scrive Il Caffè.
Michele Foletti, capodicastero finanze di Lugano e presidente della Lugano Medtech, fondazione che dovrebbe gestire il polo di ricerca medica spiega che il problema "è che la ricerca del Cardiocentro non si è sviluppata come si prevedeva. E quindi oggi gli spazi previsti nel Mizar non sono più necessari". Il prezzo per l'acquisto dello stabile da Swisslife è di 48 milioni di franchi. "Chiaramente", dice Foletti al Caffè, "non possiamo pensare di comprare uno stabile con i soldi dei contribuenti per poi lasciarlo vuoto". Dunque per Foletti "o si trovano dei privati interessati a subentrare nel progetto, o tanto vale lasciar perdere". Si è già alla ricerca di spazi alternativi al Mizar. "Stiamo conducendo un’analisi del potenziale del settore medtech nel Luganese e più in generale in Ticino", afferma sempre Foletti, "per capire quali potrebbero essere le necessità logistiche degli enti pubblici e dei privati". "Siamo ancora in contatto con Swisslife, ma il Mizar non è più il nostro focus", conclude Foletti.
Rimane più entusiasta il rettore dell’Usi Boas Erez: "L’abbondanza è meglio della scarsità. In questi ambiti bisogna sempre prevedere un margine di crescita. È quindi meglio partire con un edificio spazioso che rischiare di essere frenati da problemi di ristrettezza", dice al Caffè. Tuttavia, prsegue il rettore dell'Usi, "io mi occupo -di valutare le attività che potrebbero far parte di questo centro di competenze. Un progetto di grande importanza strategica. Indipendentemente da dove verrà realizzato".