I socialisti in congresso per fare i 100 anni di Governo

I socialisti in congresso per fare i 100 anni di Governo

Novembre 18, 2018 - 23:30
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Oggi ad Arbedo i socialisti erano riuniti per il congresso elettorale in vista del prossimo aprile. Confermata la "rosa" proposta dalla direzione: Bertoli, Forini, Mirante, Riget e Sirica. Il congresso ha pure approvato la deroga a Marina Carobbio per un altro mandato a Berna.

I socialisti ad Arbedo, al centro civico, si sono radunati oggi per il loro congresso elettorale per le elezioni cantonali dell'aprile 2019, proprio mentre da Locarno, in mattinata, il Plr, al proprio congresso elettorale, lanciava la sua sfida per la (ri)conquista del secondo seggio, che andrebbe a scapito del Ps Ticino.
Ad Arbedo si è visto un Ps Ticino preoccupato, ma non agitato, per la campagna elettorale. "L'ouverture" dell'assemblea socialista è stata affidata a Fabio Pusterla, scrittore e poeta (ed insegnante), uno degli autori (viventi) più importanti (dopo Alberto Nessi) del nostro Cantone. Una scelta inconsueta, ma originale, aprire un congresso di partito con le parole di un intellettuale del livello di Pusterla. Pusterla non è nuovo all'intreccio, all'intersezione fra cultura e letteratura con la militanza politica, basta andarsi a rileggere i suoi articoli e contributi, negli anni '80, sull'inserto culturale "Rosso di Sera". Sarà per questo che è l'intellettuale ticinese più apprezzato dal grande Goffredo Fofi, animatore e direttore di riviste come "Linea d'ombra" e "Lo Straniero". Fofi, nel 2017, ha voluto omaggiarlo con il premio "Lo Straniero/Gli asini".
Se l'apertura del congresso era di taglio alto culturale, il piatto forte era sicuramente la presentazione dei candidati con i loro discorsi. Ma prima di far parlare i candidati bisognava concedere la deroga a Marina Carobbio per un'altra legislatura a Berna (di norma nel Ps Ticino tutte le cariche elettive hanno il limite di tre legislature, ma si possono concedere deroghe per una quarta legislatura). Nel presentare la trattanda della deroga alla Carobbio, la municipale socialista di Lugano, nonché membro della direzione cantonale del Ps Ticino, Cristina Zanini Barzaghi (che in seguito, all'aperitivo post-congresso, non c'ha smentito un suo possibile interessamento alla corsa per il Consiglio nazionale ad ottobre) si è spinta oltre, avanzando già ora, la candidatura della presidente del Consiglio nazionale al Consiglio degli Stati, nella speranza che la prima senatrice ticinese nella storia sia socialista. Vedremo nei prossimi mesi se i socialisti sceglieranno per la corsa al senato Marina Carobbio, Sergio Rossi, o un profilo più moderato (ma molto bravo a raccogliere i voti), come quello del sindaco di Bellinzona Mario Branda.
Passiamo ai discorsi. Fabrizio Sirica (t-short, jeans e scarponi) nel suo discorso ha voluto mettere l'accento sulle condizione del mondo del lavoro, mentre l'altra candidata giovane, Laura Riget (blazer verde e pantaloni neri) è salita sul palco con le note di Aretha Franklin (e la sala ha apprezzato particolarmente la scelta musicale), incentrando il suo discorso sui diritti delle donne. Danilo Forini (per lui blazer e camicia) ha parlato, prendendo spunto dalla sua esperienza alla guida della Pro Infirmis in Ticino, del tema dell’aiuto alle persone in difficoltà.
Ma i due discorsi più importanti, sono stati quelli dei due candidati che veramente se la giocano per una poltrona in Governo: Amalia Mirante e Manuele Bertoli. Entrambi hanno puntato, in modo diverso, sull'orgoglio socialista, quasi a voler chiamare i socialisti alla riscossa, per difendere il seggio in Consiglio di Stato. Il consigliere di Stato uscente ha "caricato" i compagni annunciando che il suo bastone da ipovedente ha cambiato colore ed è diventato rosso, "perché anche i simboli sono importanti" e sottolineando che il colore dei socialisti esprime "passione". Mentre Amalia Mirante, che va detto che nell'attuale panorama politico ticinese è probabilmente la terza donna più importante, dopo la presidente della Camera Bassa Marina Carobbio e la consigliera nazionale leghista Roberta Pantani, ed è l'unica donna che in questa tornata elettorale ha qualche chances di riportare un volto femminile nell'esecutivo cantonale (dopo che quattro anni fa la liberale Laura Sadis ha deciso di non ricandidarsi), ha voluto ribadire nel suo discorso l'importanza della presenza socialista nel Governo cantonale. L'ex municipale di Torricella Taverne ha fatto introdurre il suo intervento da un breve video, che metteva assieme le immagini degli 8 consiglieri di Stato che i socialisti hanno avuto in 96 anni di presenza nell'esecutivo cantonale (partendo da Guglielmo Canevascini, proseguendo con Piero Pellegrini e Federico Ghisletta, per poi arrivare a Benito Bernasconi e Rossano Bervini, concludendo con Pietro Martinelli, Patrizia Pesenti e Manuele Bertoli). Mirante, in sintesi, ha voluto incentrare il suo intervento su due concetti cardine: orgoglio e unità. Quasi a voler sottolineare che la sua "sfida" a Bertoli per la conquista del seggio nel Consiglio di Stato, serve al Ps Ticino per "salvare" la presenza quasi centenaria dei socialisti nella "stanza dei bottoni", dando vita ad una competizione fra i due big della lista socialista per far mobilitare l'elettorato del partito, in un'elezione, quella delle cantonali di aprile, per nulla scontata. Una competizione che l'economista luganese, sembra di capire, interpreta come una competizione con l'orgoglio della propria storia di socialisti, nell'unità di un partito che ha sempre vissuto male le divisioni e le scissioni, ma che dia la possibilità di esprimere quell'eterogeneità interna, che spesso il Ps Ticino si dimentica di avere.