I rifiuti del covid finiscono nell'oceano

I rifiuti del covid finiscono nell'oceano

Giugno 10, 2020 - 09:12

Aumentano le segnalazioni di ritrovamenti di rifiuti sanitari nei mari. I rifiuti sanitari si aggiungono alle plastiche che già "popolano" gli oceani. 

Come molti altri rifiuti anche le mascherine e i guanti rischiano di andare ad inquinare i litorali e i fondali marini. Già ora alcune organizzazioni ambientaliste hanno avvertito che la pandemia potrebbe provocare un aumento dell'inquinamento degli oceani, aggiungendo mascherine e guanti di plastica alle tonnellate di rifiuti che già occupano i fondali marini. 

L'Opération Mer Propre, associazione francese senza scopo di lucro, si occupa fra le altre cose di recuperare i  rifiuti lungo la Costa Azzurra. Già dalla fine di maggio ha iniziato a riferire del ritrovamento rifiuti di materiale sanitario, come riferisce il Guardian. "Rifiuti Covidi", li hanno definiti: decine di guanti, mascherine e bottiglie di disinfettante, assieme alla consueta spazzatura di bicchieri usa e getta e lattine di alluminio. Le quantità recuperate non sono enormi, ma fanno temere che anche questo tipo di rifiuti possa diventare una presenza constante con milioni di persone in tutto il mondo che si adoperano per proteggersi dal contagio. 

"Sapendo che... presto correremo il rischio di avere più maschere che meduse nel Mediterraneo", ha scritto sui social Laurent Lombard dell'Opération Mer Propre, postando un video che mostra un'immersione fra guanti e mascherine nel mare vicino ad Antibes. Gli attivisti sperano che ciò possa portare le persone a prediligere mascherine riutilizzabili e prediligere il lavaggio delle mani ai guanti. 

Non solo il Francia si sono riscontrate problematiche simili. Con una durata di vita di 450 anni le mascherine rischiano di diventare una "bomba a orologeria" ecologica. L'associazione OceansAsia ha riferito che sulle spiagge delle disabitate isole Soko si sono ritrovate decine di mascherine.