Henrik Bang: “Si è parlato più del poco che non ha funzionato… ma oggi posso non guardare più l’orario”

Henrik Bang: “Si è parlato più del poco che non ha funzionato… ma oggi posso non guardare più l’orario”

Aprile 15, 2021 - 21:44
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Granconsigliere e consigliere comunale a Bellinzona, Henrik Bang si candida in questa tornata elettorale anche per l’Esecutivo.

Lo abbiamo intervistato su diversi temi, spaziando fra la politica comunale e cantonale. 

A Bellinzona, a sinistra, è difficile non parlare di Officine (e Bang è stato in prima linea fra i favorevoli al nuovo stabilimento), ma vi sono anche altri cantieri che in passato hanno diviso, in area progressista, e altri (tre) che hanno fatto parlare un po’ tutti, mentre quello del nuovo ospedale (di cui Bang pure era relatore in Gran Consiglio) ha visto concorde la maggioranza del Legislativo cantonale…

Henrik Bang, lei è stato relatore in Gran Consiglio del rapporto favorevole al Messaggio inerente il futuro dello stabilimento FFS di Bellinzona, con la prevista realizzazione del nuovo stabilimento a Castione e il progetto edilizio nell'attuale sedime delle Officine, che vedono il Partito socialista favorevole. Un tema che è stato anche al centro del dibattito della campagna elettorale per le comunali di Bellinzona e su cui lei ha avuto modo di confrontarsi con i più critici su questi progetti, vale a dire Movimento per il socialismo (MPS) e Verdi (che corrono uniti per le Comunali). 

Per quanto riguarda il nuovo stabilimento a Castione le critiche sono ben note (si lamenta la mancanza di un piano industriale, la rinuncia alla manutenzione dei carri merci, la perdita di posti di lavoro rispetto a quelli attuali, anche secondo i "nuovi" numeri). Lei aveva risposto a queste critiche con un suo articolo (vedi qui). 

In merito al progetto edilizio previsto nell'attuale sedime delle Officine, anche da "casa socialista" si sono però alzate voci critiche. Gian Paolo Torricelli, geografo, professore dell'Accademia di architettura, già candidato al Consiglio nazionale per il Partito socialista, lo scorso ottobre aveva preso posizione pubblicamente, addirittura esprimendo "sconcerto" per il progetto. Lei, in merito al progetto edilizio, è convinto della sua bontà?

Per quanto riguarda le Nuove Officine il mio scritto era proprio volto a spiegare il motivo per cui le Officine nell'attuale sedime non hanno futuro. La tipologia di lavorazione, ovvero la manutenzione dei carri e delle locomotive, è un mercato che sta scomparendo. Sono mestieri che sì continueranno ad esistere, ma verranno delocalizzati, perché il modello di business è cambiato. 

In merito al nuovo quartiere delle Officine non tutto è perfetto. La prima impressione che ho è però buona. Il progetto mi piace per la grande Almenda, che crea dalla Cattedrale al Castello una visuale diretta. Vi saranno oltre 25'000 metri quadri di verde che verranno creati in Città. Vi è una grande necessità di più verde in ambito urbano. Mi piace l'aspetto modulare, che prevede che non tutto debba venir costruito subito e, in caso di necessità di un "piano B", alcuni comparti potranno essere lasciati indietro. 

Ho alcune riserve invece sulla volumetria generale, che a mio parere andrebbe limata, per "snellire" le costruzioni. 

Fra gli altri aspetti positivi vi sono la prevista sede ticinese dello Swiss Innovation Park, le sinergie con le scuole e le start up, con cui si potrà sviluppare molto, e non da ultimo anche gli alloggi a pigione moderata. 

In sintesi, non posso dire di essere rimasto a bocca aperta per il progetto, ma ci sono diverse componenti che mi piacciono, con alcuni dettagli migliorabili. 

 

C'è un altro cantiere che si appresta ad aprire a Bellinzona, che pure in passato è stato oggetto di divisioni, a sinistra. A settembre inizieranno i lavori del nuovo semisvincolo, dopo un iter travagliato fatto di ricorsi e referendum. Negli anni '90 la sinistra bellinzonese si era divisa sul semisvincolo. Oggi, questa, è una frattura ricucita?

Si era divisa la sinistra, ma in definitiva si era divisa la popolazione. C'era anche una divisione territoriale, fra chi abitava sull'asse Giubiasco-Camorino e chi no, sia che fosse di sinistra o di destra. 

Ora c'è stata una votazione popolare e la volontà popolare va rispettata. Il cantiere è imminente e non si può più fermare. Sarà un'arteria che rappresenta un ulteriore tassello nella mobilità, oltre al terzo binario ferroviario e alla fermata di Piazza Indipendenza. Il semisvincolo sarà importante anche alla luce di nuove realtà che sorgeranno in quella zona, come l'ospedale della Saleggina e la centrale della polizia. 

In ogni caso, a Bellinzona, dobbiamo prediligere il trasporto pubblico, che in questi anni è già stato raddoppiato, se non triplicato. Soprattutto dobbiamo creare una mobilità lenta, con piste ciclabili, ambito in cui c'è ancora un grande potenziale per creare un nuovo concetto di mobilità. Su questo bisogna spingere e cambiare paradigma. Grazie al concetto di Città Ticino, se in passato la famiglia media ticinese aveva due automobili, in futuro ne basterà una. L'offerta di mezzi pubblici è aumentata e aumenterà ancora. Ora sta alla popolazione rispondere positivamente. 

Ricordo che quando ero a Zurigo ero solito uscire di casa senza nemmeno consultare l'orario, perché sapevo già che un mezzo pubblico sarebbe arrivato a breve. Ora, io che abito in centro, anche a Bellinzona posso non consultare l'orario, perché so che entro un quarto d'ora arriverà un bus. 

 

Ha citato il sedime della Saleggina, dove dovrebbe sorgere il nuovo ospedale regionale. Nell'ultima seduta di Gran Consiglio è stato approvato a larga maggioranza il credito di 16'000'0000 per l'acquisto dei terreni, per i lavori di rivitalizzazione del fiume Ticino e dell'acquisto dell'Infocentro di Pollegio, del cui rapporto lei era correlatore. Da bellinzonese, quanto è importante l'approvazione di questo messaggio?

Innanzitutto, come fatto durante il dibattito in Gran Consiglio, mi complimento per la qualità del messaggio, composto da innumerevoli "pezzi di puzzle" che sono stati ben coordinati. 

Il sedime della Saleggina ora è un sedime verde, ma non per questo è un sedime pregiato. È un terreno inquinato, dove su 20'000 metri quadri vi è la discarica degli anni 50-70 della Città di Bellinzona e la zona militare. Ora è stato approvato un messaggio che permette di risanare il sedime. Con il parco fluviale, poi, si riporterà biodiversità e natura in Città, aprendo il fiume, che in passato è stato incanalato, riportandolo a delle dinamiche naturali. 

Ritengo inoltre davvero interessante il fatto che il nuovo ospedale regionale sarà situato in un parco fluviale. Vari studi che indicano un importante beneficio portato dall'acqua e dalla natura nei processi di guarigione. Con questo progetto le persone ammalate, uscendo dall'ospedale, si troveranno in un parco fluviale e non in un piazzale di cemento. 

Si risolverà inoltre la questione dello stand di tiro, che sarà il primo sotterraneo della Svizzera. Si salverà l'Infocentro di Pollegio, si creerà a Bellinzona un ulteriore ettaro di terreni SAC (superfici per l'avvicendamento delle colture, ndr). 

È un progetto coordinato su più fronti che è strategico per la Città di Bellinzona. 

 

Il risanamento chi lo pagherà?

Per quanto riguarda tutto quanto è ascrivibile alla presenza dell'Esercito sarà fatto a spese di quest'ultimo. 

Per quanto riguarda la discarica del solido urbano vi sarà probabilmente, una volta terminati i sondaggi, un messaggio aggiuntivo, con un costo prospettato di 11 milioni di franchi a carico del Cantone e della Città. D'altra parte sono loro che hanno inquinato. 

 

Per quanto riguarda le tempistiche, la realizzazione del nuovo ospedale è previsto terminerà nel 2046. Non è un po' tanto?

Questa è la tempistica per il completamento dell'ospedale finale. Il concetto è però quello di costruire a moduli e i lavori inizieranno nel 2028. Si tratta in fondo di un ospedale di valenza regionale. Se le tempistiche si potranno accelerare, bene, ma si costruirà un'opera che, come l'ospedale attuale, garantirà una struttura per i prossimi 100 anni. Per fare le cose bene ci vuole del tempo. 

 

Il tema che forse più di tutti ha fatto discutere a Bellinzona sul finire di questa legislatura è la vicenda dei sorpassi di spesa in tre cantieri della Città. Diverse forze politiche hanno attaccato l'operato del Municipio. Da sinistra, forze attualmente non rappresentate in Municipio, come Verdi e MPS, ma anche partiti rappresentati nell'Esecutivo, come al centro il PPD e a destra la Lega, nonché l'UDC. 

I socialisti in Consiglio comunale non sono stati un po' troppo silenti su questa vicenda?

Il Consiglio comunale di Lugano ha votato un sorpasso di spesa di tre milioni la scorsa settimana. Se ne è parlato?

Io credo che i sorpassi di spesa siano stati una vicenda spiacevole e questo è stato detto. Dei tre sorpassi due sono in parte un'eredità dell'aggregazione, l'oratorio di Giubiasco e il Policentro di Pianezzo. Il sorpasso dello stadio è sicuramente particolarmente "antipatico". Sono stati fatti due audit, uno interno e uno esterno, e c'è stata un'inchiesta. Si è verificato che vi sono stati dei sorpassi, ma per delle opere costruite, in particolare per quanto riguarda la gradinata dello Stadio. Per fare un paragone, è come se ordinassi un'automobile base e me ne viene fornita una con vari accessori, che non avevo ordinato. Tutto quanto è stato speso in più è ascrivibile a quanto è stato costruito, che ha migliorato il prodotto finale. 

 

Per quanto riguarda lo stadio però, non solo vi è stato un sorpasso, ma, ben più grave, si sono spesi soldi senza una delibera del Consiglio comunale...

Grazie ai due audit e all'inchiesta sono stati individuati tutti i processi che non sono funzionati. 

Io vorrei fare però un discorso più globale. A memoria, gli investimenti in questi quattro anni fatti a Bellinzona ammontano a 120 milioni di franchi. Si tratta di decine di progetti e di cantieri. A parte questi tre progetti, tutti gli altri sono andanti bene. Abbiamo 5 milioni di sorpassi, ma su 120 milioni di progetti. Perché non mettere in evidenza anche le decine di cantieri dove si è lavorato bene? 

I tre cantieri, non lo si vuole negare, sono funzionati male. Sono state realizzate delle opere compiute non previste, ma che tuttavia alla fine sono un valore aggiunto. Tutto sommato è meglio avere lo stadio con la gradinata, che con la collinetta in erba, che quando piove diventa particolarmente problematica. È stata una vicenda spiacevole, ma si è imparato dagli errori e si sono presi dei provvedimenti verso i responsabili. 

È però peccato concentrare la politica solo su questa vicenda, perché si perdono energie. Faccio un parallelo e ritorno alla questione Officine: perché farsi ora la guerra fra MPS, Verdi e socialisti sulla Nuova Officina? Se fossimo tutti uniti la pressione verso le FFS sarebbe maggiore e forse potremmo portare a casa più posti di lavoro. Se si litiga invece le FFS hanno gioco facile. 

Insomma, perché non si mette in evidenza il 97% delle cose che si sono fatte bene, anzi molto bene? Credo che tutte le persone che arrivano da fuori Bellinzona apprezzino l'evoluzione che la Città sta vivendo: qualità di vita, servizi... a Bellinzona si vive bene.

 

A proposito di collaborazione a sinistra: in questa tornata elettorale la sinistra "a sinistra del PS" (MPS, Forum Alternativo, Verdi, POP) a Bellinzona si presenta unita, ma separata dal Partito socialista. Il 18 aprile, da esponente di sinistra, nonostante le divergenze, lei sarebbe contento se venisse eletto un municipale di questa lista (ovviamente se ciò non avvenisse, ipotesi comunque improbabile, a scapito del Partito socialista)?

Io guardo prima in "casa nostra" e auspico la riconferma dei nostri due municipali. Se dovesse esserci un terzo municipale di sinistra (che a mio avviso sarebbe stato più facile ottenere correndo uniti), ben venga. Solo però se l'atteggiamento sarà quello della collegialità. Una sinistra, che come preannunciato, vuole andare in Municipio a fare opposizione, mi va meno bene. L'opposizione la si deve fare in Consiglio comunale. Nel Municipio vige un'altra dinamica, peraltro stabilita dalla LOC (Legge organica comunale, ndr). 

Quando si viene eletti in Municipio si crea una squadra, con le sensibilità e le capacità dei singoli, con cui si deve costruire. Fare opposizione all'interno del Municipio è un po' come essere nella stessa squadra di calcio e ricevere falli cattivi in allenamento. L'approccio deve essere costruttivo e ciò vale per tutti, da destra a sinistra. In caso contrario a risentirne è la capacità progettuale della Città.

 

Dalla Berna federale invece ieri sono stati comunicati i prossimi passi degli allentamenti delle misure per il covid. Riaprono diversi settori (vedi qui), ma bar e ristoranti potranno riaprire solo le terrazze. Ritiene che sia corretto oppure ritiene che anche i ristoranti debbano poter riaprire integralmente?

Non sono un epidemiologo. Sono un semplice cittadino e in quanto tale ho difficoltà a concepire come io possa invitare dieci persone a casa mia a mangiare, o viaggiare su bus affollati, andare in centri commerciali, e invece non possa andare a un ristorante, con tavoli di quattro persone e con il contact tracing. È un settore, quello della ristorazione, che ha anche fatto molti investimenti per le misure di sicurezza e i piani anti-Covid. Gli alberghi hanno potuto tenere aperti i ristoranti per i propri clienti per la stagione invernale e non ho sentito di un'esplosione del numero di focolai. Come detto, inoltre, qualora vi fossero dei contagi, vi sono tutte le possibilità date dal contact tracing per isolare le persone positive. 

È dunque una scelta che fatico a comprendere. 

 

Per venire incontro ai bar e ristoranti ritiene opportuno che si rinunci alla riscossione delle tasse di utilizzo del suolo pubblico, come fatto in alcune Città?

Mi risulta che anche a Bellinzona si sia rinunciato all'incasso e che verrà nuovamente fatto. Lo ritengo un provvedimento giusto. 

 

 

 

 

franniga