Gli aiuti di Stato passano dai tribunali. Le "spiaggette" no

Gli aiuti di Stato passano dai tribunali. Le "spiaggette" no

Maggio 27, 2020 - 06:01
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Mercoledì 27 maggio. C'è attesa oggi per gli esiti della riunione odierna del Consiglio federale, in cui dovrebbero essere annunciati i prossimi passi in vista della riapertura, dopo che ieri la stampa d'Oltralpe ha riferito che all'orizzonte potrebbero esserci gli allentamenti di alcune misure riguardanti aggregazioni di persone, ristoranti ed eventi, oltre alle riaperture già previste per l'8 giugno (vedi qui). 

Non c'è due senza tre, per Swisscom. Dopo le due panne nel giro di un mese avute dalla rete del gestore telefonico ad inizio anno, ieri si è avuto il "tris". Ancora ignote le cause del guasto che ieri ha causato pesanti disservizi in buona parte del Paese. 

In questo periodo di coronavirus numerose aziende si apprestano a ricevere contribuiti statali per far fronte alla situazione, anche se non tutti sono d'accordo. 

La compagnia aerea Ryanair si appresta a portare in tribunale i 9 miliardi che riceverà la tedesca Lufthansa dal Governo tedesco (che diventerà azionista per il 20% della compagnia), come annunciato dal suo ceo. Ma un tribunale tedesco è pure riuscito a mettere "i bastoni fra le ruote" alla BCE, con un sentenza pronunciata ad inizio mese, che metteva in forte dubbio la compatibilità del quantitative easing operato dalla Banca centrale europea (vedi qui), potenziato per far fronte alla crisi. 

Di aiuti di stato si discute pure in Italia, con i 6,3 miliardi di liquidità che dovrebbe ricevere la Fca con garanzia dello Stato italiano. A criticare questa ipotesi era stato in un editoriale sul Corriere della Sera l'economista liberista Francesco Giavazzi, che, in sostanza, diceva, se il problema è la liquidità, gliela dia l'Olanda, dove ha sede la società, se il problema è la solvibilità, lo Stato entri nel capitale (vedi qui). Ma John Elkann e famiglia recentemente non sono stati attivi solo nel chiedere aiuti allo Stato per la "fu Fiat". Come noto hanno comprato la maggioranza del gruppo editoriale di "Repubblica" (e in men che non si dica il direttore Verdelli ha dovuto trovarsi un nuovo lavoro). Il cambio di proprietà del giornale di riferimento per il centro-sinistra italiano ha già portato alle prime defezioni. Gad Lerner, in un suo scritto che riprenderemo oggi, ha spiegato sul Fatto Quotidiano i motivi che lo hanno portato a passare al giornale di Travaglio e Gomez. 

In Ticino prosegue la seduta del Gran Consiglio. Più che dall'ordine del giorno, spunti interessanti arrivano dalle interrogazioni. Con la crisi del coronavirus molte cose sono uscite dai "radar" delle politica e della stampa. A ricordarcene alcune è stata una recente interrogazione della socialista Simona Buri e cofirmatari (vedi qui): la vicenda della spiaggia artificiale comparsa la scorsa estate a Caprino (Lugano), e poi con altrettanta velocità scomparsa: novità su come è finita la vicenda? Con quintali di sabbia (metaforica)?