Furbi, furbetti (e qualche farabutto) nell'epoca del coronavirus

Furbi, furbetti (e qualche farabutto) nell'epoca del coronavirus

Aprile 25, 2020 - 11:12
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Il rampollo di casa Agnelli "scala" il quotidiano di sinistra e "licenzia" il direttore. Chi ha messo Renato Bernasconi alla direzione organizzativa della Supsi? LASA, ma il fallimento non era inevitabile?

Oggi in Italia è il 25 aprile, festa della Liberazione dell'Italia. Ricorrenza che serve a ricordare al proprio popolo, la tristissima pagina del fascismo e nazismo e a ribadire che Mussolini è stato il peggior Primo Ministro dell'Italia.

Ovviamente oggi, per il lockdown da coronavirus, non ci saranno le celebrazioni consuete (ne ricordiamo una, la manifestazione che ogni anno si tiene a Milano, a Piazzale Loreto, luogo simbolo della Liberazione.

Ma ci ha pensato il rampollo dei sabaudi Agnelli, John Elkann, a dare nuovo significato alla ricorrenza odierna.

Infatti, nel tardo pomeriggio di giovedì 23 aprile, due giorni fa, John Elkann è riuscito in un'impresa storica, prendere il controllo del quotidiano "ufficiale" del centrosinistra italiano, La Repubblica (e probabilmente Carlo Caracciolo, storico azionista di riferimento del quotidiano di Scalfari, si rivolta nella tomba, lui che aveva segnato la sua esistenza in una lotta contro Berlusconi, quando quest'ultimo aveva scalato la Mondadori, prendendo anche il quotidiano romano, per garantire a Scalfari e ai suoi collaboratori un'adeguata autonomia). E cosa fa il rampollo della famiglia Agnelli per prima cosa? Semplice, "licenzia" l'attuale direttore de La Repubblica, Carlo Verdelli (di cui noi non abbiamo una particolare stima, ma solo rispetto per la sua situazione), che da mesi è sotto minaccia di morte da parte di gruppi nazifascisti.

Un minuto dopo la conquista del controllo azionario del gruppo editoriale a cui Repubblica appartiene (GEDI), Elkann liquida l'attuale direttore e ne impone uno suo. Neanche Berlusconi con Montanelli si rapportò così bruscamente! E licenzia un direttore che deve essere scortato dalla polizia perché minacciato di morte da gruppi nazifascisti, proprio a meno di 48 ore dal 25 aprile, festa della Liberazione (dal nazifascismo). Complimenti: è la nuova frontiera di come essere farabutti.

 

 

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Non è che qualche Presidente di partito in via di dimissioni sta cercando una nuova sistemazione occupazionale in Ticino?

 

 

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Va bene tutto, ma il nuovo direttore organizzativo della Supsi doveva proprio essere Renato Bernasconi, attuale capo della Divisione azione sociale del DSS, di cui tutti in Ticino hanno preso atto dell’esistenza dopo la vicenda di Argo1?

La popolazione ticinese, per lo scandalo Argo1, non ha rinnovato la fiducia al Consigliere di Stato pipidino Paolo Beltraminelli, preferendogli Raffaele De Rosa. Ma "Beltra" è l'unico che ha pagato per quella vicenda. Renato Bernasconi è in quota liberale, ma vicinissimo a Cielle, Comunione e liberazione, ed ecco che è stato promosso ai vertici della scuola universitaria professionale. È Gervasoni, che ha avuto questa brillante idea, o Petruzzella? O il capo del Decs, Manuele Bertoli. Chi è, chi sono i “super-geni” che hanno chiamato Renato Bernasconi ai vertici della Supsi, dopo aver gestito così bene la Divisione Azione sociale del Dss?

 

 

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Fare i furbi è nella natura umana, ma prendere per fessi tutti può essere fastidioso.

Lombardi e Borradori alla conferenza stampa di giovedì scorso, in cui si annunciava la "liquidazione" della LASA (Lugano Airport S.A.), hanno comunicato che nei primi 2 mesi del 2020 all'aeroporto di Lugano il fatturato è cresciuto del 40%. Complimenti. Ma si suppone che se il fatturato cresce sono aumentate le entrate alla LASA. E allora perché chiude esattamente quando era previsto se la votazione di questo week end avesse decretato la vittoria dei referendisti? O questo aumento del fatturato era previsto da molto tempo (e dunque hanno calcolato il momento in cui andare a votare, tenendone conto) o pensavano di chiudere malamente e ora grazie all'incremento del 40%, possono semplicemente liquidare.

Altra cosuccia che stonava in conferenza stampa, è quando, per giustificare la scelta di Lugano di votare per l'aeroporto il 28 giugno, si è detto che fino al 30 marzo erano ottimisti, ma poi la situazione per coronavirus ha fatto precipitare la situazione.

Ma ci prendono per scemi? Il Ticino è in lockdown da metà marzo!! Che cosa c'era da essere ottimisti? Ma per favore. Bastava dire la verità. Ossia che come spesso capita, la città di Lugano si crede chi sa chi, e unilateralmente il Municipio ha deciso di comunicare ai media che il 28  giugno voleva votare sull'aeroporto, a prescindere se il Ticino fosse ancora in mezzo ad un'emergenza o meno.

A proposito. Se i membri del cda della LASA hanno rinunciato al loro gettone per questo 2020, non si può estendere la misura (su base volontaria, ci mancherebbe) all'intera retribuzione annuale di tutto l'esecutivo di Lugano? Sarebbe una bella cosa...