Fabbriche che chiudono. Superata la "linea rossa"?

Fabbriche che chiudono. Superata la "linea rossa"?

Luglio 24, 2020 - 10:30
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Crisi economica, posti di lavoro che si perdono. I primi contraccolpi della pandemia che si fanno sentire oppure problemi irrisolti che ora “vengono al pettine”? Sta di fatto che negli ultimi giorni si sono susseguite diverse notizie inerenti previste cancellazioni di posti di lavoro. La Kerr, che in Ticino impiegata un centinaio di dipendenti, attiva nella produzione di materiali dentali, ha deciso di chiudere la sua produzione a Bioggio; i già annunciati licenziamenti alla Riganti (ex Smb) di Biasca; oggi il produttore di ascensori Schindler che annuncia il taglio di 2’000 posti di lavoro nei prossimi 2 anni a livello mondiale (non si esclude anche in Svizzera). Le fabbriche chiudono.

La “fabbrica del mondo”, la Cina, invece sembra che per alcuni abbia, negli ultimi tempi, superato la “linea rossa”. La chiusura del consolato cinese di Houston, a cui la Cina ha risposto con la chiusura di quello statunitense a Chengdu, è solo l’ultimo capitolo di un escalation che negli ultimi tempi ha conosciuto un’accelerazione: la stretta cinese su Hong Kong, i “tafferugli” al confine con l’India, da parte occidentale i bandi su Huawei e TikTok, … . Il fronte più caldo sembra però essere quelle delle rivendicazioni territoriali cinesi nel Mar Cinese Meridionale (con la costruzione di isole artificiali-basi militari) e c’è già chi ipotizza che in un futuro non troppo lontano si potrebbe giungere a scontri militari diretti in quella zona.