“DB4”. La buona causa che “anticipa” il Carnevale. Questa sera si fa il "bis"

“DB4”. La buona causa che “anticipa” il Carnevale. Questa sera si fa il "bis"

Febbraio 19, 2020 - 19:56
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Giunge alla sua seconda edizione la festa "DB4" (Day Before, il giorno prima), organizzata da Francesco Lombardo (guarda qui la fotogallery dell'edizione dello scorso anno) insieme a un gruppo di amici. La festa privata, molto partecipata lo scorso anno, anticipa di un giorno il Carnevale di Bellinzona e permette al gruppo di amanti del Rabadan di darsi già ai festeggiamenti carnevaleschi. 
 
Ma la festa sostiene anche l’associazione Franca, presieduta da Lombardo, che opera nel settore della tutela dei diritti dei bambini. 
 
Abbiamo intervistato Francesco Lombardo, che ci ha spiegato come è nata questa idea. 
 

Francesco Lombardo, come è nata l'idea di questa festa "pre-carnevale", il giorno prima dell'apertura ufficiale del Rabadan di Bellinzona?
Siamo un gruppo di amici di scuola e abbiamo fatto tanti carnevali (ma non solo) assieme.  Oramai arrivati alla mezza età ci siamo trovati tre anni fa per le strade di Bellinzona, per caso, visto che c'è chi vive a Zurigo, chi a Londra, chi a Ginevra. Ci siamo detti che sarebbe stato bello rifare una serata fra amici, magari con mogli, compagne e figli.
Visto che a tutti piace il Carnevale abbiamo pensato di fare una festa privata il giorno prima. L'anno scorso, assieme a Christian Defrati, Omar Ülrich, Guido Lombardo, Attilio Zanetti e Guido Gianetti, abbiamo iniziato ad organizzare la festa e abbiamo notato che c'era molto interesse da parte delle persone. Abbiamo deciso di fare la festa in una sala riservata al bar Viale.
Da parte dei miei amici è sorta anche la proposta che il ricavato della festa vada in beneficenza, all'associazione Franca, di cui sono presidente. Io ero un po' imbarazzato, ma loro hanno insistito affinché la festa andasse a beneficio dell'associazione.
 
 
 
Di cosa si occupa l'associazione Franca?
È un'associazione che opera nel sociale. Come scopo prioritario ha quello di promuovere i diritti del bambino così come sancito nella convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Il nostro scopo è quello di promuovere in tutti i modi questi diritti: scrivendo articoli, prese di posizione su temi specifici, facendo sensibilizzazione nelle scuole. In nove anni di attività abbiamo raggiunto all'incirca 4'200 allievi. L'anno prossimo compiremo il decimo anniversario dalla creazione dell'associazione. Il 17 di marzo terremo l'assemblea e sarà il tempo per fare i bilanci. 
Guardandoci indietro credo che possiamo essere soddisfatti. Abbiamo scelto il profilo dell'indipendenza, anche se collaboriamo a dipendenza del progetto con altre associazioni o enti, privati, ma anche pubblici, come Comuni e Cantoni.
Lavoriamo tanto a contatto con le scuole, elementari, medie e scuole superiori.
 
 
 
Rispetto alla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo quali sono in Ticino i punti più critici che riscontrate nella vostra attività?
Due anni fa abbiamo inviato una presa di posizione all'indirizzo del Consiglio di Stato, sollevando una serie di questioni. Siamo diventati una sorta di "antenna" sul territorio, visto che molti ci contattano e ci chiedono la nostra opinione.
Il monitoraggio della convenzione Onu prevede che ogni cinque anni la Svizzera debba presentare un rapporto al Comitato internazionale dei diritti del bambino, per spiegare i punti forti e i punti deboli della sua attuazione. Noi lavoriamo nel solco di queste raccomandazioni. Le tematiche che più affrontiamo sono quelle che emergono anche al di fuori del Ticino. Riguardano i temi della migrazione, della violenza, della discriminazione, i problemi legati ai social media e il problema dell'odio veicolato nel linguaggio e nei social media.
Vogliamo agire anche in ottica propositiva: lavoriamo direttamente con i bambini, "scommettendo" sulle loro competenze. Se coinvolti i bambini, già in tenera età, ma anche in età adolescenziale, hanno competenze incredibili. Pensiamo, guardando all'attualità,  all'esempio della 17enne Greta Thunberg, o a quello di Malala (la giovane attivista pakistana, vincitrice del Primo Nobel per la pace nel 2014, divenuta celebre all'età di 11 anni per il suo blog, in cui rivendicava il diritto all'istruzione delle donne in opposizione al regime dei talebani, ndr). 
Se ascoltati e sostenuti, bambini e adolescenti possono dare contributi importantissimi.
Oltre che con i bambini, lavoriamo ovviamente anche con le famiglie, per quanto riguarda la scuola con docenti e genitori, e con lo Stato. Negli ultimi anni ha assunto una certa importanza anche il tema delle responsabilità sociale delle aziende, che ovviamente ha delle ricaduta anche sulla qualità di vita delle famiglie. I tempi di lavoro odierni impongono che vengano create strutture, ad esempio le mense, che permettano di sopperire alla maggiore assenza dei genitori. Quando gli adulti mancano, anche a causa delle precarietà, non solo del lavoro, ma anche delle relazioni, è chiaro che a risentirne di più sono i bambini.
 
 
Torniamo alle festa di questa sera. Lo scorso anno si sono visti anche alcuni volti noti della politica. Qualche anticipazione sulle presenza di questa sera?
Posso dire che ci sarà il consigliere di Stato Raffaele De Rosa, che è un'affezionato del "DB4" e un amico dell'associazione. Dovrebbe esserci il sindaco di Bellinzona Mario Branda e il municipale Christian Paglia. Ci saranno sicuramente altri candidati.