Credit covid per “pompare” il proprio titolo in borsa?

Credit covid per “pompare” il proprio titolo in borsa?

Giugno 30, 2020 - 22:17
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La società con più liquidità al mondo si avvale dei “crediti covid” e li usa (anche) per acquistare i propri titoli.

Negli Stati Uniti si è molto discusso in relazione alla crisi economica del coronavirus del caso di Apple. La prima società per capitalizzazione (oltre 1’500 miliardi di dollari) al mondo è anche la società che ha nelle sue casse maggior liquidità: oltre 200 miliardi di dollari “posteggiati”, in prevalenza al di fuori dagli Stati Uniti.

Nonostante dunque la liquidità sembrerebbe l’ultimo dei problemi di Apple, la società di Cupertino si è comunque avvalsa delle misure d’emergenza per garantire liquidità disposte dalla Federal Reserve lo scorso maggio, come riferito dalla Reuters, riuscendo a collocare bond per 8 miliardi a un tasso di interesse estremamente basso, su varie scadenze fra 3 e 30 anni. Fra gli scopi a cui sono destinati questi fondi vi è anche quello del riacquisto di azioni della stessa Apple. Nei sei mesi precedenti il 28 marzo Apple ha speso 38,5 miliardi per ricoprire le sue stesse azioni. Nel secondo semestre ha fatto seguito l’autorizzazione all’acquisto di altri 50 miliardi di “buybacks”.

Dallo scorso 20 marzo il titolo Apple nonostante la crisi economica dallo scorso 20 marzo ha conosciuto una costante crescita, passando da 230 dollari a oltre 360. Quando esattamente ciò sia dovuto alla politica di riacquisto dei titoli è difficile dirlo, ma è probabile che la domanda “autoprodota” di azioni abbia fatto da volano alla società californiana.

Come detto ciò è stato messo però in evidenza dalla stampa statunitense, suscitando anche qualche malumore. Le facilitazioni al credito che dovevano servire ad evitare il fallimento di aziende sono in realtà andate ad altri scopi (come quello di tirare la volata al proprio titolo in borsa)?