Conflitti intergenerazionali o dibattiti sugli ideali? Congressi elettronici o elezioni Comunali?

Conflitti intergenerazionali o dibattiti sugli ideali? Congressi elettronici o elezioni Comunali?

Novembre 22, 2020 - 23:31
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Da Righetti a Speziali, dal dibattito interno all'e-congresso

Lo scorso 15 novembre è scomparso Argante Righetti, Consigliere di Stato dal 1964 al 1979, già deputato in Gran Consiglio e procuratore. Righetti è stato uno di quei radicali che ha fatto la storia recente sia del PLRT sia del nostro Cantone. Per ricordarlo, gli abbiamo dedicato uno spazio nelle rubrica Focus, con la quale abbiamo chiesto di raccontarci del Righetti politico e del Righetti uomo a Katya Cometta, a Jacques Ducry e a Diego Scacchi (leggi qui).

La scomparsa di Righetti ci ricorda che le ali dell'ex partitone sono state tagliate. I liberali-radicali, forse, hanno rinunciato a un dibattito interno perché spaventati dalle divisioni. Forse, invece, certe domande fondamentali non se le pongono più (quali sono i valori fondamentali che i liberali-radicali rappresentano? qual è il ruolo dello Stato?) e quindi il dibattito interno si limita a ricalcare l'ordine del giorno del Gran Consiglio. O forse, infine, è semplicemente cambiato il mondo.

Ad essere cambiata è sicuramente la forma con cui il PLRT ha organizzato il proprio congresso. Una riunione interamente online. Un esperimento interessante, al passo con le possibilità offerte dalla tecnologia e dalle necessità imposte dalla COVID-19. Pregi e difetti di questa nuova forma di confronto politico dovranno essere approfonditi dalla nuova dirigenza del PLRT e soprattutto dal vincitore dell'e-congresso: il nuovo presidente Alessandro Speziali (leggi qui). 

 

 

Da un'ondata a un'altra, dal conflitto intergenerazionale alle elezioni Comunali

La prima ondata della pandemia di COVID-19 ci ha sorpreso. Alzi la mano chi può dire di essere arrivato preparato al primo lockdown. È stata una situazione straordinaria, tanto da un punto di vista organizzativo - soprattutto per le aziende e per i governi - quanto psicologicamente per la popolazione. La scorsa primavera, però, più esperti ritenevano probabile una seconda ondata dopo l'estate. Così è stato. Oggi si criticano molto i giovani, facendo quasi credere che la loro vita sociale estiva sia una delle principali cause del ritorno di fiamma della COVID-19. Forse, però, bisognerebbe stare attenti a non innescare un conflitto intergenerazionale, del quale abbiamo accennato nella rubrica Rewind, proponendo una riflessione di Enrico Mentana (vedi qui).

La seconda ondata, però, non sarebbe dovuta giungere a sorpresa. In Ticino e in buona parte del resto dell'Europa si sono lanciati messaggi che hanno creato confusione. In Svizzera, ad esempio, le autorità ipotizzavano un autunno senza limitazioni agli eventi. È buona cosa non farsi prendere dall'isteria e da pessimismo cronico, ma forse non è nemmeno il caso di creare illusioni. 

Secondo alcuni studi, gennaio e febbraio potrebbero essere i mesi più difficili. Una sorta di terza ondata. In Ticino, il 2021 è anno elettorale e dopo le ferie natalizie dovrebbe iniziare la campagna per le Elezioni comunali. Nella rubrica Schegge abbiamo abbozzato un ragionamento: non sarebbe il caso di ragionare ora su uno spostamento delle elezioni a giugno o a settembre (leggi qui)? 

 

Buon inizio di settimana

TM