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A Chiasso si parla di frontiera: serve una nuova forma di coesione

A Chiasso si parla di frontiera: serve una nuova forma di coesione

Aprile 26, 2016 - 15:30
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Allo Spazio Officina di Chiasso si è discusso di frontiere con Remigio Ratti, Piero Bassetti, Mario Botta e Gian Paolo Torricelli. 

Giovedì 21 aprile, allo Spazio Officina di Chiasso, l'associazione "Coscienza Svizzera" ha organizzato un'interessante conferenza che ha visto la presenza quali realtori, di acuni importanti esponenti dell'"intellighenzia" svizzera e italiana. A parlare preso il centro culturale della città di confine c'erano Piero Bassetti, presidente dell'associazione "Globus et locus" e primo presidente, negli anni '70, della Regione Lombardia, c'era il già consigliere nazionale del Ppd Remigio Ratti, l'architetto Mario Botta e Gian Paolo Torricelli, geografo. La conferenza, dal titolo “Da Imago Urbis alle nuove territorialità e frontiere della società moderna", aveva come fulcro il ruolo della frontiera nell'odierna società. 
Ad aprire la conferenza i saluti di Cosimo Risi, già Ambasciatore d’Italia a Berna, di Marco Cameroni, già Console di Svizzera a Milano, e del neosindaco di Chiasso Bruno Arrigoni. Il primo nel suo intervento ha ricordato la genesi dell'abbattimento delle frontiere in Europa, voluto dopo la Seconda guerra mondiale per evitare il sorgere di nuovi conflitti. Cameroni ha sottolineato la difficile situazione umanitaria derivata dalla crisi migratoria attualmente in atto. Chiudere le frontiere di fronte a questa situazione, ha detto, è un atto di egoismo nazionale. 
La conferenza, moderata da Nicoletta Ossanna Cavadini, direttrice di m.a.x. museo e Spazio Officina, si è aperta con l'introduzione del professor Ratti, che ha esposto l'evoluzione del concetto di frontiera nel corso dei secoli, fino a giungere al dilemma odierno, che vede le frontiere rese obsolete dalla globalizzazione e dall'era dell'informatica. Secondo Ratti la sfida dei tempi moderni è quella si trovare una nuova forma di coesione sociale.
A seguire la parola è passata a Piero Bassetti, che ha spiegato come la globalizzazione abbia distrutto il ruolo della frontiera come strumento di coesione. Oggi a determinare la coesione è la territorialità e la funzionalità.
Mario Botta ha invece deciso di concentrarsi sull'elemento della Città, dove la frontiera è un elemento fondamentale per distinguere ciò che fa parte della città, centro della civiltà, da ciò che non fa parte. 
Infine Gian Paolo Torricelli ha affrontato il tema della frontiera non come spemplice linea tracciata sul confine, ma come barriera culturale che serve a definire ciò che è diverso da noi. Capire meglio queste barriere, che anche se non sono visibili esistono concretamente, può aiutare a sfuggire dal populismo.