Cassa pensioni dei dipendenti pubblici, il Mattino: "mezzo miliardo, ora meno che mai"

Cassa pensioni dei dipendenti pubblici, il Mattino: "mezzo miliardo, ora meno che mai"

Maggio 24, 2020 - 13:37
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Il Mattino della domenica commenta la nomina alla direzione dell'Istituto di previdenza del Cantone Ticino e ribadisce la contrarietà al messaggio da mezzo miliardo per il rifinanziamento. 

Il Mattino della domenica oggi torna ad occuparsi del tema della Cassa pensione dei dipendenti dello Stato, sul cui messaggio di “rientro” da mezzo miliardi di franchi, più volte si era espresso contrariamente.

Secondo il Mattino, tale richiesta (quella dei 500 milioni di franchi) era “già insostenibile prima della crisi economica da stramaledetto virus cinese. Figuriamoci adesso!”

Il Mattino si occupa anche della nomina di Daniele Rotanzi alla direzione dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino (IPCT, la cassa ‘pensione degli statali, appunto). “Ma guarda un po’” scrive il domenicale, “nei giorni scorsi è stato reso noto chi sarà, a partire da agosto, il nuovo direttore della cassa pensioni dei dipendenti dello Stato. Si tratta del kompagno Daniele Rotanzi, rappresentante del P$ ticinese negli organi del partito nazionale (è membro dell’assemblea dei delegati del Pss, ndr)”.

In merito al mezzo miliardo, che approvato dal Consiglio di Stato dovrà ora passare dal Gran Consiglio, scrive il Mattino, “in gennaio il governicchio ha infatti licenziato il messaggio con la pretesa di un nuovo credito da mezzo miliardo per risanare i conti dell’istituto previdenziale cantonale. Si tratta del secondo credito di questa gigantesca entità che viene richiesto nel giro di sette anni (mica settanta!) sempre per il medesimo scopo. E “naturalmente” ogni richiesta doveva essere l’ultima. Già nel 2012 la Lega - per bocca del compianto Attilio “ConteZio” Bignasca - si espresse in modo assai critico sul credito. Pensare adesso di fare il bis è del tutto insostenibile. Ed il fatto che il nuovo direttore della cassa pensioni sia un esponente del P$ non lascia certo presagire dei passi indietro nella pretesa di mungere soldi pubblici come se non ci fosse un domani”.

“È evidente che di votare un miliardo (!) nel giro di sette anni per mantenere i privilegi pensionistici degli statali non se ne parla proprio. Già non se ne parlava prima dell’emergenza da stramaledetto virus cinese. Ancora meno se ne parla adesso!”, scrive il domenicale. In merito ai “privilegi”, scrive il Mattino: “A proposito, quanti quadri dell’amministrazione pubblica sono andati in pensione a 58 anni con rendite stellari grazie al primato delle prestazioni, mantenuto ad oltranza?”.

Qualora il Gran Consiglio dovesse approvare il messaggio, conclude il Mattino, “il referendum leghista - come già più volte annunciato - è garantito”.