Capire il presente? Un aeroporto trasparente? Un futuro turistico?

Capire il presente? Un aeroporto trasparente? Un futuro turistico?

Gennaio 24, 2021 - 19:22
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I momenti più importanti della settimana di Ticinotoday, rivisti e commentati.

Ci eravamo dimenticati della morte?

Nella rubrica Ultima Parola abbiamo pubblicato una riflessione critica sulla mancanza di contributi che gli intellettuali e il mondo della cultura stanno portando all’opinione pubblica, per comprendere “questa crisi di sistema” (leggi qui). La pandemia, infatti, non solo sta generando degli effetti in termini sanitari ma – come spesso abbiamo cercato di spiegare su Ticinotoday – la COVID-19 si sta mostrando come acceleratore di processi economiche e sociali che, probabilmente, erano già in fase di maturazione prima che il coronavirus diventasse il protagonista delle nostre giornate. Una delle domande sollevate dalla nostra riflessione è: “dov'è quella capacità di interpretazione del momento storico, quella capacità di produzione di significato e senso che la cultura dovrebbe saper offrire?”. Si tratta di una mancanza importante, nonostante “il mondo culturale in Ticino negli ultimi 25 anni ha visto un'espansione e una crescita di strutture, organizzazioni, enti, associazioni, maggiore dei 100 anni precedenti, con facoltà universitarie create da zero, poli culturali, Festival di ogni natura e genere, case del cinema o della cultura (vedi Filanda), importante crescita di gruppi teatrali, quanto di scrittori, quanto di registi e sceneggiatori”. Ad onor del vero, non si tratta di una problematica unicamente ticinese, ma che, probabilmente, coinvolge tutto il mondo occidentale.

Nel nostro piccolo, tentiamo costantemente di portare all’opinione pubblica qualche spunto di riflessione e di non limitarci a raccontare i fatti (arte nobilissima che non è da considerarsi come più semplice dell’approfondimento). Questa settimana, ad esempio, nella rubrica Botta & Risposta abbiamo pubblicato un’intervista a Giovanni Barella, presidente della sezione ticinese dei Liberi Pensatori (leggi qui). Tra i vari argomenti toccati da Barella, è particolarmente interessante la questione del rapporto della nostra società con la morte, che “è stato in parte dimenticato e ora invece è riapparso improvvisamente con questo virus”. Certamente non possiamo organizzare la nostra società come il predicatore del film Non ci resta che piangere (1984) – di e con Roberto Benigni e Massimo Troisi – il quale ammoniva le persone esclamando: “ricordati che devi morire” (vedi qui). Come spiegato dal sociologo Zygmunt Bauman, però, l’abbandono della vita contadina e dei suoi ritmi, ci ha portato da una concezione del tempo di tipo circolare, a una vita suddivisa in episodi (su questo argomento abbiamo recentemente dato spazio nella rubrica Amarcord: vedi qui). Nella società liquida viviamo di istanti, senza preoccuparci di quel che è accaduto ieri e nemmeno di quello potrebbe succedere domani. In questo presentismo non c’è spazio per la morte e il suo improvviso arrivo ci mette a nudo di fronte alla finitezza della nostra esistenza. Da questo punto di vista, la tragicità della pandemia che stiamo vivendo ha forse rimesso un elemento fermo – la morte – al centro di un villaggio composto da punti indefiniti e in continuo movimento.

 

In volo con la trasparenza?

Questa settimana ci siamo concentrati sul tema dell’aeroporto di Lugano. Nella rubrica Schegge abbiamo sottolineato l’importanza della trasparenza per la rinascita dello scalo, affermando che – in questo momento - la cosa più importante “non è chi vincerà delle 3 cordate, bensì il metodo con cui si arriva a definire qual è la cordata migliore per il futuro dell'aeroporto” (leggi qui). In particolar modo, abbiamo ricordato che “i requisiti della Città per partecipare alla fase conclusiva di designazione di quale cordata si aggiudicherà il futuro dell'aeroporto, prevedevano quale primo step (dicembre 2020) di mettere sul tavolo 10 milioni di franchi e dichiararne la provenienza”. Gli Amici dell’Aeroporto hanno confermato di aver adempiuto a questo requisito (leggi qui). Sempre nella rubrica Schegge siamo poi ritornati sul tema, affermando che “il Municipio di Lugano, non a noi, ma alla cittadinanza, dovrebbe, prima di operare una decisione, chiarificare se i criteri e le modalità decise dallo stesso esecutivo cittadino, sono state rispettate da tutte e 3 le cordate” (leggi qui). Riproponendovi gli articoli su questo tema, ci auguriamo che le questioni dell’aeroporto vengano ampiamente dibattute anche nella campagna elettorale per le elezioni Comunali di Lugano, anche se si rischia che la pandemia fagociti molte attenzioni.

 

Una Lugano turistica con Petralli e Lombardi?

Proprio parlando di elezioni Comunali, nella rubrica Botta & Risposta abbiamo intervistato Angelo Petralli, già presidente della sezione di Lugano del PPD e oggi candidato al Consiglio Comunale della città sottocenerina (leggi qui). Come spiegato da Petralli, a convincerlo a correre per il Legislativo è stato l’ex Consigliere agli Stati Filippo Lombardi. Secondo l’ex presidente sezionale del PPD, uno dei tasselli per costruire la Lugano del futuro sarà il settore del turismo.

 

TM