Campeggi chiusi e delusi, sperano in un'apertura a maggio...

Campeggi chiusi e delusi, sperano in un'apertura a maggio...

Maggio 04, 2020 - 22:26
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Alberghi aperti, ma campeggi chiusi. Gli operatori del settore si sentono discriminati. Lo scenario ora è quello di un'apertura a giugno, ma si perderebbe così il fine settimana di Pentecoste e l'Ascensione.

Come noto e già finito al centro della discussione pubblica il Consiglio federale ha deciso di permettere a partire da oggi la riapertura delle strutture alberghiere, ma ha invece posticipato a giugno l’apertura dei campeggi. Come nel resto della Svizzera, anche in Ticino, ora che la “finestra di crisi” è chiusa il nostro Cantone si è allineato con le disposizioni federali, di questo diverso trattamento per i campeggi si discute. In Ticino vi è un importante numero di campeggi e a fronte della riapertura degli alberghi gli operatori del settore si sono sentiti “figli di un dio minore”.

Ticinotoday ha interpellato due operatori del settore, che ci hanno confermato ovviamente la loro amarezza per la decisione del consiglio federale.

Nicolas Pittet, vicepresidente dell’Associazione svizzera dei campeggi, del camping Melezza a Losone e Piccolo Paradiso ad Avegno, ci spiega che "abbiamo strutture ricettive separate, con servizi lavati e disinfettati ogni giorno, ma non possiamo aprire. Ciò a mio avviso non ha nessun senso". 

"Abbiamo lottato e scritto direttamente alla Seco, ma ci hanno risposto 'picche'", prosegue Pittet. "Ora dalle dichiarazioni della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga sembra che il 27 di maggio terranno un'assemblea per decidere un eventuale apertura l'8 di giugno, o addirittura a fine agosto. Per noi tanto varrebbe non aprire più". 

Come si spiega Pittet questa disparità di trattamento? "Da come hanno reagito sembra che fossero rimasti all'idea dei campeggi degli anni '50, dove c'era un prato in cui 'bivaccare' e si faceva la doccia tutti assieme. Oggi la situazione è completamente diversa. Abbiamo servizi igienici separati, dove possono entrare solo quattro persone, lavandini distanti due metri, docce fisicamente chiuse da un muro l'una dall'altra".

Un altro pericolo che evidenzia Pittet è quello, con i campeggi chiusi, dei capeggiatori abusivi.

"Già oggi vi sono camper posteggiati abusivamente nelle nostre valli. Immaginiamoci se lasciamo chiuso a Pentecoste e all'Ascensione cosa succederà", ci dice. 

Conferma la delusione anche Filippo Tognetti del camping Rivabella di Tenero. "I camper hanno tutti il gabinetto e la doccia" e le docce si puliscono molto spesso. "Senza introiti anche noi non possiamo sopravvivere", ci dece Tognetti. "I costi fissi li abbiamo anche noi. Costi per la spiaggia, per il personale la luce. Non c'è molta differenza rispetto ad un albergo. Se si sono fatti investimenti vi sono le ipoteche da pagare. Fondamentale sarebbe poter riaprire almeno per Pentecoste, ci dice Tongetti. 

Abbiamo sentito anche il parere del medico cantonale Franco Denti sull'argomento. Denti in queste settimane è stato molto presente sui media esprimendosi a favore dei "lockdown" prima e criticamente sulle riaperture in questi giorni. Anche per quanto riguarda i campeggi, ci ha detto da noi contattato, "credo che debbano rimanere chiusi", dato che "non vi sono sufficienti garanzie a livello igienico e di distanze sociali". 

Il dibattito sicuramente non si esaurirà a breve, anche perché, a meno di retromarce da parte dell'autorità federale, è probabile che la riapertura dei campeggi avverrà a giugno.