Cala ancora l’occupazione. Crollo in ristorazione e alberghi

Cala ancora l’occupazione. Crollo in ristorazione e alberghi

Maggio 27, 2021 - 12:49
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L’UST ha fornito i dati relativi all’occupazione nel primo trimestre. L’occupazione cala lievemente sia su base annua che trimestrale. Particolarmente marcato il calo nei settori alberghiero e della ristorazione. Si registra però un aumento dei posti liberi.

Cala ancora il livello di occupazione in Svizzera. Per la quarta volta consecutiva rispetto al trimestre precedente anche nel primo trimestre del 2021 si è registrato un calo: dello 0,6% su base annua (-31’000 posti di lavoro e dello 0,2% su base trimestrale). Nel primo trimestre in Svizzera c’erano complessivamente 5,101 milioni di impieghi nei settori secondario e terziario- “L’occupazione a tempo pieno è calata sia nel settore secondario (industria e costruzioni) che nel terziario (servizi), rispettivamente dell’1,7% (–19 000 posti) e dello 0,3% (–12 000 posti)”. Come spiega l’UST in un odierno comunicato.

“Nei settori secondario e terziario, si osserva una flessione dell’occupazione rispettivamente dello 0,6% e dello 0,1%”, si legge. “Espresso in equivalenti a tempo pieno, il volume di impieghi ammonta complessivamente a 3,969 milioni di posti (–0,7% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente); l’occupazione in equivalenti a tempo pieno è calata sia nel secondario (–18 000 unità, –1,7%) sia nel terziario (–10 000 unità, –0,3%)”.

Il calo dei posti di lavoro si è fatto particolarmente sentire nel settore alberghiero e della ristorazione, del 13,9%.

 

Segue il coumicato

 

Nel settore secondario la crescita dell’occupazione è diminuita sia nel ramo delle attività manifatturiere (–14 000 posti, –2,0%) che in quello delle costruzioni (–6000 posti, –1,6%). Il settore terziario si è sviluppato diversamente a seconda della sezione: il ramo alberghiero e della ristorazione ha accusato un forte calo dell’occupazione (–35 000, –13,9%), mentre per il ramo «Salute e affari sociali» è stata osservata la crescita maggiore (+22 000 posti, +2,9%). 

Situazione occupazionale variabile a seconda delle regioni e dei settori

Nel primo trimestre 2021 l’occupazione complessiva presentava un andamento al ribasso in cinque delle sette Grandi Regioni: su base annua, l’occupazione è aumentata solo nella Svizzera orientale (+0,3%) e nell’Espace Mittelland (+0,4%). Nelle Grandi Regioni restanti l’occupazione è calata, più precisamente dello 0,8% in Svizzera centrale e Regione del Lemano, dell’1,1% in Svizzera nordoccidentale, dell’1,3% in Ticino e dell’1,4% nella Regione di Zurigo. Solo in Svizzera centrale gli impieghi sono risultati in aumento nel settore secondario (+0,2%). Nelle rimanenti Grandi Regioni, invece, sono stati osservati cali compresi tra l’1,2% (Zurigo) e il 2,5% (Espace Mittelland). Il settore terziario ha registrato una crescita degli impieghi nell’Espace Mittelland (+1,3%) e nella Svizzera orientale (+0,9%). 

Numero di posti liberi di nuovo in aumento 

Sono stati contati 4000 posti liberi in più sulla piazza economica svizzera rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+6%). Si tratta della prima crescita registrata dall’inizio della pandemia di COVID-19. Il numero di posti liberi è aumentato in particolare nel settore secondario (+3400; +22,5%), ma si è osservata una crescita anche in quello terziario (+600; +1,2%). Il tasso di posti liberi è stato pari all’1,4% del totale, mentre nel settore secondario si è attestato all’1,7% e nel terziario all’1,3%.

Prospettive d’impiego ancora positive

Nel primo trimestre 2021 le imprese che intendevano mantenere stabile il proprio organico nel trimestre successivo rappresentavano il 72,1% dell’occupazione totale (contro il 68% nello stesso periodo dell’anno precedente). Le imprese che prevedevano di aumentare gli effettivi rappresentavano il 10,3% degli impieghi (7,8% nello stesso trimestre dell’anno precedente), mentre quelle che prevedevano di ridurli erano il 4,8% (6,9% nello stesso trimestre dell’anno precedente). La quota delle imprese che non si sono pronunciate in merito si attesta solo al 12,8% sulle 18 000 interrogate (17,2% nello stesso periodo dell'anno precedente).
L’indicatore delle prospettive d’impiego calcolato in base a tali dati è lievemente salito rispetto all’anno precedente (1,03, +2,6%).

Difficoltà nel reclutamento di personale qualificato 

Le difficoltà nel reclutamento di personale qualificato sono aumentate leggermente rispetto all’anno precedente (28,8%, +0,7 punti percentuali).