Antibiotici: "troppo fatturato per i veterinari"

Antibiotici: "troppo fatturato per i veterinari"

Agosto 02, 2020 - 15:41

Uno studio dell'Univeristà di Zurigo evidenzia come i veterinari abbiano un ampio margine di manovra a prescrivere antibiotici nel settore della produzione di carne. 

A livello sanitario da diversi anni desta preoccupazione la comparsa di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, che causano in Europa quasi 300 vittime all’anno. La ragione principale dello sviluppo di resistenze all’interno di alcuni ceppi batterici viene imputato all’utilizzo eccessivo di antibiotici, anche nel settore veterinario.

La Neue Zürcher Zeitung oggi dedica un articolo al tema, che evidenzia quello che sembra essere un problema di fondo nelle strategie volte a limitare un utilizzo eccessivo di antibiotici negli animali destinati al consumo di carne: i veterinari hanno margini di guadagno sui farmaci.

“Un nuovo studio mostra ora quanto sia grande l'incentivo finanziario” per l’utilizzo di antibiotici. “In alcune aziende di ingrasso, i veterinari generano più della metà del loro fatturato (53 per cento) attraverso la vendita di antibiotici”, spiega l’articolo. Ciò è particolarmente problematico, “una parte considerevole delle vendite di antibiotici (43 per cento) è rappresentata dalla vendita di antibiotici critici. Questi includono gli antibiotici di riserva utilizzati negli ospedali per le persone quando gli antibiotici comuni non sono più utili” a causa della resistenza dei batteri.

Lo studio citato dalla Nzz è stato condotto dall'Università di Zurigo, che ha esaminato le vendite di antibiotici nel settore dell’ingrasso dei vitelli. Gli autori dello studio evidenziano che il fatturato dei veterinari nell'ingrasso dei vitelli è "essenzialmente generato dalla vendita di antibiotici” e che la riduzione dell'uso di antibiotici nella produzione di carne "richiede senza dubbio un cambiamento di paradigma”.

L’utilizzo di antibiotici nella produzione di carne, spiega la Nzz, si è dimezzato negli ultimi 10 anni, ma in tempi recenti la diminuzione ha iniziato ad arrestarsi. Rispetto agli altri Paesi europei la Svizzera si trova a metà classifica per quanto riguarda l’utilizzo di antibiotici sugli animali.