Amalia Mirante: "senza noi socialisti il futuro sarebbe ancora più incerto"

Amalia Mirante: "senza noi socialisti il futuro sarebbe ancora più incerto"

Novembre 18, 2018 - 16:21
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Pubblichiamo di seguito l'intervento di Amalia Mirante pronunciato in occasione del Congresso elettorale del Ps in corso ad Arbedo.

 

 

Care compagne e cari compagni,

 

Dal 1922 il Partito Socialista ha avuto otto Consiglieri di Stato. Persone molto diverse per storia personale, estrazione sociale, e stile politico. Ma tutte con i medesimi forti ideali.

Grazie alla loro presenza, grazie alla presenza del PS nel governo, questo paese è migliorato, è cresciuto, si è sviluppato. Grazie al nostro lavoro e al nostro impegno, i ceti popolari hanno ottenuto miglioramenti che cento anni fa sarebbero stati impensabili. Senza il PS sarebbe stata tutta un’altra storia.

Chi oggi sottovaluta le conseguenze dell’uscita del nostro partito dal governo dovrebbe prendersi un po’ di tempo per ricordare alcune delle conquiste del nostro partito.

Grazie a Guglielmo Canevascini nel 1933 nacque Radio Monteceneri, che divenne voce libera e antifascista. In quel periodo il nostro governo, sempre grazie a lui, aiutò e accolse i fuori-usciti italiani.

Quattordici anni dopo - nel 1947 – fu la volta della AVS e poi dell’AI, una vittoria dei socialisti a livello federale e cantonale.

Conquiste che non ci sarebbero state senza di noi. Senza il PS sarebbe stata tutta un’altra storia.

Nel 1953, ci fu la legge cantonale sul lavoro voluta dal nostro Consigliere di Stato; in quei medesimi anni Cinquanta e Sessanta il Dipartimento delle Opere Sociali, appena nato, metteva le basi per il moderno stato sociale.

Successi possibili perché abbiamo lottato e governato, perché abbiamo fatto compromessi intelligenti e lungimiranti, che hanno portato alla crescita del Paese e della società. Lo ripeto. È importante non dimenticarlo mai: senza i socialisti sarebbe stata tutta un’altra storia.

Alla fine degli anni ‘60 – grazie alla spinta costante del partito socialista - ottenemmo il voto alle donne, prima in Ticino e poi a livello nazionale.

Lo abbiamo fatto noi, compagne e compagni. Perché c’eravamo, perché eravamo al Governo del Paese e nel Parlamento con la forza dei nostri valori.

Il nostro impegno ha portato al varo della Legge ospedaliera, alla legge sulle prestazioni sociali e sugli assegni famigliari: misure e reti sociali prese ad esempio in altri Cantoni Svizzeri.

Sempre al nostro impegno si deve un sistema duale di formazione professionale, che ci è invidiato in tutto il mondo, a fianco di una scuola pubblica di grande qualità. Una scuola migliorabile certo ma che funziona e che dobbiamo difendere con energia.

Senza di noi sarebbe stata una storia completamente diversa. E lo sanno anche i nostri avversari. Infatti, a molti farebbe comodo un governo senza i socialisti.

Eppure qualcuno dice che sarebbe meglio non esserci, essere fuori dal governo. Lo dicono magari in buona fede. Ma io non la penso così. Questo Paese ha ancora bisogno di socialisti al governo, perché senza di noi non avremmo avuto molte delle conquiste che oggi diamo per scontate. E perché quelle conquiste vanno difese giorno per giorno, finché sarà necessario.

Oggi mi fate l’onore di considerare la mia candidatura. Interpreto questo onore come l’invito a contribuire, con tutte le mie forze, a mantenere la nostra presenza al governo del Paese. È una battaglia nella quale voglio mettere tutta me stessa. È una battaglia nella quale tutti dobbiamo impegnarci al massimo. È una battaglia in cui non possono esserci divisioni o litigi. Perché la presenza socialista in governo è importante per il Paese.  Perché esserci conta, perché ci siamo da oltre novant’anni e abbiamo fatto la differenza. Perché senza di noi sarebbe stata un’altra storia.

Senza di noi sarebbe un altro paese.

Senza di noi sarebbe un presente diverso.

Senza di noi il futuro sarebbe ancora più incerto.

Nel 2022 la storia socialista al governo, la nostra storia, compirà i 100 anni. Noi vogliamo continuare a scrivere questa storia per il bene del Paese, delle nostre concittadine e concittadini, del nostro territorio e della nostra società, per difendere il lavoro, la qualità di vita, la scuola, i servizi pubblici. 

Il nostro Paese merita il nostro impegno e noi dobbiamo fare la nostra parte fino in fondo, per altri cento anni. Per tutto il tempo che sarà necessario.