Aeroporto. Intervista alla cordata (forse) esclusa. “Abbiamo dato le garanzie. Da allora non sappiamo più nulla”

Aeroporto. Intervista alla cordata (forse) esclusa. “Abbiamo dato le garanzie. Da allora non sappiamo più nulla”

Gennaio 27, 2021 - 08:20
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A Lugano gli occhi sono puntati sul concorso per l’assegnazione della futura gestione dell’aeroporto di Lugano-Agno. A rispondere alla chiamata a manifestare interesse sono state sette cordate (vedi qui). Ora, ma qui si entra già nelle informazioni che sono trapelate sulla stampa, senza una conferma ufficiale, sarebbero 2-3 i gruppi giunti alla selezione finale. Ticinotoday lo scorso 15 gennaio avevamo scritto (vedi qui) che sarebbero due le cordate rimaste in gara. Il Caffè la domenica successiva parlava di tre cordate, che dovrebbero essere quella denominata “Amici dell'aeroporto" (Owen Johnes-Bonomi, rappresentata da Giovanna Masoni), quella Artioli-Marending e il domenicale aggiungeva quella indiana di Skn. Avevamo anche sollevato, in un contributo apparso nella rubrica “Schegge”, la questione della presentazione di garanzie finanziarie per 10 milioni di franchi e sulla provenienza dei capitali, fra i requisiti posti dal Municipio. Su questo aspetto ci aveva risposto la cordata “Amici dell’aeroporto”, comunicandoci che loro hanno “tempestivamente adempiuto alla richiesta pregiudiziale del deposito/blocco di CHF 10 milioni, delle attestazioni formali del depositario/banca, nonché dei due azionisti, relative ai beneficiari economici e all‘origine dei fondi bloccati” (vedi qui). Dalle altre cordate “finaliste” per ora non abbiamo informazioni.

A fornirci invece informazioni su questo e altri temi inerenti il futuro della gestione dell’aeroporto è la cordata “Northern Lights AG”, che ha quali referenti Damian Hefti e Andrea Burkhardt, che abbiamo interpellato in questa “intervista doppia”. Hefti e Burkhardt ci hanno spiegato la loro visione per il futuro dell’aeroporto, mentre per quanto riguarda le comunicazioni ufficiali, anche loro, ci dicono, per ora non ne hanno ricevute…

Perché avete deciso di partecipare al concorso per la gestione dell'aeroporto?

Andrea Burkhardt: “Nasce dalla possibilità unica di unire in una holding due campi: quello della gestione dall'aeroporto e quello di una compagnia aerea. Uno garantisce all'altro il successo a lungo termine. Nel passato abbiamo visto come avendo solo l'aeroporto o solo una compagnia aerea vi sono state delle difficoltà. Sono due unità che hanno bisogno uno dell'altra e se si possono unire sotto una holding si avrà una struttura che a lungo termine sarà molto stabile e darà vita a un progetto di successo.”

 

L'aeroporto di Lugano è da diversi anni che vive delle difficoltà, di cui l'ultimo capitolo è stata la liquidazione della LASA, la società anonima (ma di proprietà pubblica) che gestiva lo scalo. Cosa vi fa pensare che vi sia ancora una possibilità di rilancio dell'aeroporto?

Damian Hefti: “Abbiamo visto che negli anni '90, quando c'era una compagnia area, la Crossair, l'aeroporto di Lugano funzionava benissimo. A partire dal 2002 ha iniziato a funzionare anche con la Darwin, ma vi è stata l'interferenza di un'altra compagnia aerea (la slovena Adria Airways, ndr), che ha mandato in bancarotta entrambe. 

Il ticinese viaggia tanto, ma in Ticino non abbiamo possibilità rapide di un collegamento aereo, dato che il più vicino è Milano, a un'ora e mezza di viaggio. Un aeroporto e una compagnia aerea locale garantirebbero dei posti di lavoro e incrementerebbero lo sviluppo economico della regione in cui operano. Le possibilità ci sono. Stando alle statistiche vi è un potenziale di quasi un milione di voli all'anno con il bacino d'utenza della popolazione ticinese. Riuscendo anche a raggiungere solo il 20% di questa potenziale utenza si raggiungerebbero 200'000 voli, che è una cifra che non si vede dai primi anni 2000. È vero che in Ticino non c'è più il settore bancario che c'era negli anni '90, ma ci sono le industrie, che ha bisogno di viaggiare. Se le banche si sono attrezzate con il telelavoro, un tecnico di servizio il telelavoro è difficile che possa usarlo. Inoltre vi sono le possibilità portate dal turismo, sia in uscita, che in entrata. Arrivando in macchina sappiamo che vi sono problemi, d’estate, per chi arriva da oltre Gottardo. In aereo si può arrivare da Milano o da Zurigo, ma vanno messe in conto altre due ore di viaggio per arrivare in Ticino. Un collegamento che porti il turista in Ticino e il turista ticinese in altri luoghi può funzionare.”

 

Alla "Call for expression of interest" indetta dal Municipio di Lugano per il ritiro della gestione dell'aeroporto hanno risposto 7 "cordate", fra cui la vostra, la Northern Lights AG. Ora ne sarebbero rimaste 3, fra cui non figurerebbe la vostra. Una delle questioni emerse era quella della presentazione di 10 milioni di franchi di garanzia vincolati su un conto e garanzie sulla provenienza di questi capitali. Voi avete rispettato questo criterio inserito nel bando di concorso?

Damian Hefti: “La richiesta del Municipio era la prova documentale di disponibilità finanziarie immediate e liquide pari a 10 milioni di franchi. Tale prova poteva essere fornita tramite l'esistenza di un deposito vincolato, una garanzia bancaria emessa da una banca svizzera o un altro strumento analogo. Noi ci siamo basati su questo. Abbiamo inviato due lettere, firmate dagli investitori, in cui certificavano la disponibilità immediata dei soldi. 

 

Dal Municipio avete avuto una risposta in merito alla validità delle vostre garanzie?

Andrea Burkhardt: “Non abbiamo ricevuto niente finora. Questo ci ha stupito.”

 

Voi dunque non avete nemmeno conferma ufficiale se siete fra i "finalisti" o fra gli esclusi?

Damian Hefti: "Esatto. Quello che sappiamo l'abbiamo letto anche noi sui giornali.”

 

Un'altra questione emersa è quella dell'accorpamento di alcune delle cordate che hanno partecipato al concorso. Da parte vostra voi avete tenuto in considerazione la possibilità di unirvi a un'altra cordata?

Andrea Burkhardt: “Assolutamente. Noi abbiamo offerto la collaborazione a diversi altri partecipanti e siamo ancora a disposizione per unire il nostro progetto con un altro. È difficile far funzionare un'aeroporto e una compagnia aerea in Ticino. Secondo noi più esperienze si possono riunire attorno al progetto, meglio sarà per il futuro. Noi siamo assolutamente a disposizione e aperti.”

 

Verso tutte le cordate o avete delle preferenze?

Andrea Burkhardt: “Vi sono diverse possibilità. Da parte nostra posso dire che abbiamo un grande know-how che siamo disposti a condividere con gli altri gruppi. Io conosco l'aeroporto da 25 anni e ho volato per dieci anni come pilota di linea assieme a un imprenditore ticinese. Sono fiduciario immobiliare e conosco le particolarità inerenti gli stabili e il management di una struttura immobiliare come l'aeroporto. Damian Hefti ha l'esperienza di aver messo in piedi una compagnia aerea con studi sul mercato molto profondi e ben fatti. Sarebbe bello poter mettere questo know-how a disposizione, unendoci a un altro gruppo.”

 

Sarebbero appunto tre le cordate rimaste in gara. Tutte cordate che vantano una certa copertura a livello di consulenze e anche politico. Voi vi sentite di avere un le spalle poco coperte da questo punto di vista?

Damian Hefti: "È chiaro che rispetto agli altri siamo due nomi sconosciuti. Probabilmente questo può avere giocato a nostro sfavore, anche se ovviamente non possiamo averne la certezza."

 

Dei progetti delle altre cordate, da quanto avete potuto osservare, c'è n'è uno che vi convince maggiormente?

Damian Hefti: "Non abbiamo informazioni dettagliate. Da quanto abbiamo potuto evincere, in base a quanto letto sui giornali, per quanto riguarda la progettualità direi il progetto Marending-Artioli”.

 

Ora si attende la decisione da parte del Municipio di Lugano. Vi è stato comunicato quando dovrebbe giungere?

Damian Hefti: “Ufficialmente no.”

 

E non ufficialmente avete qualche idea?

Damian Hefti: “Nemmeno.”

 

 

franniga